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Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria
Africa

Tra Zambia e Zimbabwe: come visitare le cascate Vittoria.

La terza parte del nostro viaggio in Africa è dedicata alla scoperta delle Cascate Vittoria e del fiume Zambesi.

Le Cascate Vittoria sono una meraviglia della natura e si trovano esattamente sul confine tra gli stati dello Zambia e dello Zimbabwe. La spettacolarità di queste cascate è dovuta all’enorme salto dell’acqua un’ altezza di 120 metri, il doppio di quelle del Niagara per intenderci e per la lunghezza di 1 km e mezzo.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Cascate Vittoria

Ma come organizzare il viaggio per visitarle?

Organizzare il viaggio a Livingstone

Prima di tutto dovete tener presente che se siete in Sudafrica e volete andare in Zambia e poi rientrare in Sudafrica dovrete fare il vaccino contro la febbre gialla.

Bisogna poi prenotare il volo: noi abbiamo preso un volo South African Airways da Cape Town a Livingston in Zambia dove abbiamo soggiornato. Il volo non è economico ma se siete da quelle parti del mondo è un peccato non spendere qualcosa per vedere lo Zambesi e le cascate Vittoria.

Abbiamo soggiornato a Livingston: una città piuttosto ricca grazie al turismo, ma già molto più africana rispetto a Cape Town. Abbiamo pernottato presso Gloria’s Bed and Breakfast che vi consiglio vivamente per varie ragioni. Innanzitutto è gestito da una Ong italiana che ha come obbiettivo quello di insegnare ai ragazzi del luogo dei mestieri: cuochi, camerieri e addirittura pizzaioli. Inoltre ha delle camere pulite, spaziose, ed un ristorante dove potrete cenare. Il personale è molto gentile, e ci hanno fornito molte utili informazioni, organizzato gli spostamenti e aiutato in tutto, insomma ci siamo trovati benissimo.

Cosa fare: Cascate Vittoria e Zambesi

Noi abbiamo dedicato 3 giorni alla visita della zona.

Appena arrivati ci facciamo portare dal nostro taxista vicino alle cascate perchè siamo molto curiosi. Per esperienza so che, per quante foto e video si guardino, nulla si avvicina alla realtà. Trovarsi di fronte a una meraviglia della natura che siano le cascate Vittoria, il Gran Canyon o il Perito Moreno è sempre molto più emozionante e sbalorditivo di come l’avevi immaginato.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Cascate Vittoria

 

cascate Vittoria

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Lungo la strada che ci porta verso le cascate un episodio  mi è rimasto impresso nella memoria: un gruppo di elefanti ci attraversa la strada. Mi è sembrato di essere in un film, o in un cartone animato, il mio cervello non si capacitava di una cosa tanto strana!

Dedichiamo il primo pomeriggio alla visita  delle cascate Vittoria dal lato dello Zambia sotto ogni prospettiva. Sembra veramente di trovarsi in un posto dove ci sia stata una frattura della crosta terrestre, tanto è impressionante la superficie piatta che poi improvvisamente crolla per formare le cascate.

Ci bagnamo anche, perché la caduta dell’acqua sul letto del fiume sottostante, provoca una nebbia formata di goccioline  vaporizzante che si innalza fino a 1.600 metri di altezza uno spettacolo nello spettacolo. Facciamo foto su foto anche ai bellissimi arcobaleni che si formano. Il sentiero è lungo e perfettamente delimitato vi permetterà una lunga passeggiata su uno degli spettacoli più incredibili   che la natura posso offrire nel mondo. Prima del tramonto il nostro taxista ci viene a  prendere e ci porta a fare un aperitivo lungo il fiume Zambesi. Un tramonto meraviglioso, colori spettacolari e un paesaggio africano che resta nel cuore.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Come organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Aperitivo Vista Zambesi

Il secondo giorno visitiamo Livingstone, gironzoliamo per i mercati compriamo artigianato locale e stoffe dai colori sgargianti. Nel pomeriggio partiamo per una mini-crociera lungo lo Zambesi, esperienza carina ma non eccezionale.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Livingstone

Il terzo giorno facciamo il primo safari a piedi nella riserva Mosi-oa-Tunya ( ancora non siamo stati al Kruger). Il parco è piccolo ma ci vediamo molti animali tra cui un rinoceronte con i suoi piccoli e un simpatico elefante che prende a testate un albero per far cadere i suoi frutti.  Un safari a piedi ti fa sentire un giovane esploratore ed è molto emozionante. Inoltre siamo molto fortunati perchè la nostra guida era preparatissima e ci ha spiegato moltissime cose sulla flora e la fauna del luogo.

Come organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Safari a piedi

Cascate Vittoria

Elefante cerca di far cadere frutti dall’albero

Il pomeriggio lo dedichiamo nuovamente alle Cascate Vittoria, questa volta decidiamo di passare il confine per vederle da un’altra prospettiva. Il confine tra Zambia e Zimbabwe si può varcare a piedi, attraversando il ponte sullo Zambesi. Piccolo particolare per entrare in Zimbabwe si devono pagare circa 50 dollari che saranno ripagati da un magnifico vista. Meglio avere i dollari perchè non accettano altre valute. Una volta pagato e sbrigate le formalità eccoci di nuovo di fronte alla magia delle cascate. Questa volta si ha una vista d’insieme, ma si  è più distanti, a noi è piaciuta maggiormente vederle dal lato dello Zambia. Siccome è l’ultima sera che passeremo qui ritorniamo a prendere un aperitivo lungo lo Zambesi perchè il tramonto qui  è qualcosa di unico ed indimenticabile.

Tramonto sullo Zambesi

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Tramonto sullo Zambesi

I tramonti, la natura, gli animali, i cieli stellati ci fanno innamorare dell’Africa e ora scrivendo questo post mi è tornata una gran voglia di tornare!

 

 

 

Mondo

Viaggio on the road in Sudafrica: da Cape Town al Kruger.

 

Il Sudafrica con la sua natura, i colori variegati e la sua luce mi ha stregata al primo incontro.

Oggi vi racconto il nostro viaggio per le strade del Sudafrica, una terra meravigliosa non solo per il famoso parco Kruger, ma anche per la bellissima strada costiera che da Cape Town porta fino a Port Elisabeth.

La scelta è ricaduta sul Sudafrica per diverse ragioni:

  1. Non ci sono vaccini obbligatori, e andando in agosto, ossia nella stagione secca, non abbiamo fatto l’antimalarica.
  2. E’ possibile vedere i leoni ma anche le balene e i pinguini.
  3. E’ possibile fare un safari in autonomia al Kruger.
  4. Il fuso orario non cambia rispetto all’Italia, infatti si va a sud ma non ci si muove a est o ovest rispetto all’Italia.

On the road in Sudafrica: da Cape Town a Cape Agulhas

Io, Cesare e il nostro amico Mirko (che sarà l’autista ufficiale del viaggio) arriviamo a Cape Town per ferragosto. Qui il clima è certamente più fresco rispetto all’Italia ma con una maglia si sta benissimo. Ritirata la nostra Atos partiamo alla scoperta della città.

Dedichiamo una giornata alla visita di Cape Town una città dalle molte contraddizioni, in cui ancora si vede la disparità tra la classe bianca agiata e quella nera. La cosa che forse più ci ha impressionati è la presenza di muri di recinzione, filo spinato e sistemi di sicurezza piazzati un po’ ovunque. A Cape Town c’è poco di Africa, è una città piuttosto moderna, con ristoranti di ogni tipo dalle caffetterie al sushi, insomma molto occidentale.

La parte della città che mi è piaciuta maggiormente è la parte costiera: verde, rigogliosa, con dei colori incredibili e un profumo d’oceano nell’aria.

 

La costa di Cape Town

On the road in Sudafrica

Relax vista mare

Il giorno successivo vogliamo vedere la città dall’alto ossia dalla mitica Table Mountain, la montagna che sovrasta la città e che spesso è ricoperta da una coltre di nuvole. Invece siamo fortunati e troviamo una giornata di sole ….peccato che come noi tanti altri turisti abbiano avuto la medesima idea. La coda per prendere la funivia che porta in cima alla Table Mountain è piuttosto lunga. Cesare e Mirko decidono di andare a piede….io invece resto in fila. Mai decisione si è rivelata più azzeccata infatti sono stata l’unica a riuscire a raggiungere la vetta in solo 7 minuti  e godermi lo spettacolo! L’ultimo tratto poteva essere scalato soltanto con le corde…i miei compagni di viaggio sono rimasti fregati.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Vista dalla Table Mountain

on the road in Sudafrica

Natura Sudafricana

Nel pomeriggio partiamo percorriamo la strada costiera fino ad arrivare al tramonto a Capo di Buona Speranza. Sole, vento e profumo di mare, respiro a pieni polmoni e mi sento davvero felice di essere arrivata fino a qua. Purtroppo abbiamo poco tempo e non possiamo visitare come meriterebbe la riserva del Capo di Buona Speranza, sarà per la prossima volta.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Capo di Buona Speranza

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Vedere i pinguini e le balene in SudAfrica

In effetti non ti aspetteresti di vedere i pinguini in Africa, il Sudafrica è unico proprio per la varietà di ambienti naturali e di animali.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

I Pinguini

Arriviamo a Boulders Beach e facciamo una bella passeggiata tra casette di legno, calette di sabbia bianca e mare blu. Qui avvistiamo una miriade di pinguini che si gettano in mare o che restano sulla spiaggia a prendere il sole: sono buffi e simpatici. Ma il nostro viaggio deve proseguire siamo diretti ad Hermanus per vedere le balene.

On the road in Sudafrica

Passeggiata ad Hermanus

Hermanus si trova a circa 100 km da Cape Town, è una graziosa cittadina di villeggiatura con casette in legno, bar e ristoranti. La città è conosciuta per essere una delle migliori città al mondo dove vedere le balene dalla terra ferma, ed in effetti è così. Abbiamo scelto il periodo giusto, da giugno a dicembre è il momento in cui si fanno la maggior parte degli avvistamenti. Non restiamo delusi, prima avvistiamo le balene dalla strada costiera e il giorno successivo partecipiamo ad un tour in barca per vederle ancora più da vicino, uno spettacolo sensazionale!

organizzare un viaggio in sudafrica

Cape Agulhas

Dopo la gita in barca partiamo per la tappa finale di questa prima fase del viaggio: arriviamo a Cape Agulhas ossia il punto più meridionale del continente africano. Inoltre proprio qui l’oceano Atlantico e quello indiano si incontrano. Dopo qualche foto di rito su questa spiaggia selvaggia siamo pronti per ritornare a Cape Town dove prenderemo il volo per Johannesbourg, da qui partiremo per spostarci a Nord e visitare finalmente il mitico Kruger. di cui vi ho già parlato in questo post.

La terza tappa è stata in Zimbabwe per vedere il fiume Zambesi e le cascate Vittoria ma dovrete aspettere il prossimo articolo.

Voi siete stati in Africa? Io credo che sia un continente meraviglioso, con una natura selvaggia e una luce pazzesca, spero di tornarci al più presto!

 

 

 

 

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Cosa fare a Gili Trawangan
Asia

Cosa fare alle isole Gili: nuotare con le tartarughe.

Gili Trawangan è uno dei 3 atolli che formano le isole Gili in Indonesia. L’Indonesia è uno Stato formato da più di 17000 isole…sarebbe bello visitarle tutte! Durante il nostro primo viaggio a Bali abbiamo deciso di passare alcuni giorni a Gili Trawangan. Prima della partenza ho letto moltissimi blog e racconti di viaggio sulle Gili. I pareri erano discordanti: c’era chi le aveva amate e chi odiate. Non riuscivo a farmi un’idea, l’unica era andare a verificare con i miei occhi.

Raggiungere le isole Gili

Le isole Gili si raggiungono da Bali tramite traghetti veloci. La proprietaria dell’hotel in cui abbiamo alloggiato a Gili Trawangan ci ha organizzato il trasferimento. Ci siamo trasferiti da Ubud al porto di Bali con un pulmino, e poi  con il traghetto veloce Blue Water abbiamo raggiunto Gili Trawangan. Il traghetto aveva un buon aspetto, era  nuovo, e all’andata tutto è filato liscio. Il ritorno invece è stato, diciamo così, più movimentato. Infatti esattamente a metà del viaggio il traghetto si è fermato. L’equipaggio, formato da soli indonesiani, parlava pochissimo inglese e non ci ha fornito alcuna spiegazione. Li vedevamo andare avanti e indietro con dei pezzi meccanici, ma non avevamo idea di cosa stesse accadendo. Ovviamente io già mi vedevo sul fondo del mare. Per fortuna dopo 15 minuti di ansia, siamo magicamente ripartiti e abbiamo fatto ritorno a Bali!

Cosa fare a Gili Trawangan

Vista da Gili Trawangan

Cosa fare a Gili Trawangan

In spiaggia a Gili Trawangan

Gili Trawangan

Appena sbarcati sulla minuscola isola di Gili Trawangan (6 km quadrati) abbiamo avuto l’ immediata sensazione di essere fuori dal mondo. Le strade sono sterrate, non ci sono mezzi a motore ma si ci muove a piedi o con dei carri trainati da cavalli. Sebbene Gili Trawangan sia l’isola più grande delle tre e a quanto pare la più animata, noi a giugno l’abbiamo trovata molto tranquilla. Ci sono un po’ di ristoranti e bar molto hippy sul lungo mare nei quali si respira un’atmosfera davvero rilassata.

Cosa fare a Gili Trawangan

Acqua di cocco e relax Gili Trawangan

 

Cosa fare a Gili Trawangan? Snorkeling e relax.

Lo snorkeling è la principale attrazione dell’isola.

La prima cosa da tenere in considerazione è l’andamento della marea. La mattina c’è l’alta marea mentre al pomeriggio c’è la bassa marea. Il pomeriggio è il momento giusto per avvicinarsi più agevolmente alla barriera corallina e vedere gli splendidi pesci multicolori che vi nuotavano intorno.

https://lasimoinviaggio.com/milos-la-mia-isola-greca-preferita/

Snorkeling alle isole Gili

Muniti di maschera e scarpette da scogli (importantissime) abbiamo iniziato l’avventura nuotando come in un’acquario, abbiamo visto tantissimi pesci coloratissimi, un’esperienza stupenda.

Cosa fare a Gili Trawangan

Spiaggia di Gili Trawangan

Ma non finisce qui, infatti sulla spiaggia ci sono cartelli con l’immagine delle tartarughe, tali cartelli stanno ad indicare le zone in cui è probabile avvistarle. Anche in questo caso si deve tenere conto della marea: per l’avvistamento delle tartarughe è bene esplorare il mare la mattina con l’alta marea.

Ci siamo tuffati speranzosi di vederle, e si abbiamo viste non una ma moltissime tartarughe. Nuotare insieme a questi animali che si muovono con una grazia indescrivibile è stato davvero emozionante.

Dopo lo snorkeling un po’ di sano relax  sulla spiaggia di sabbia bianca a bearsi degli incontri fatti in acqua. Molto suggestivo e romantico è anche il tramonto dalla spiaggia, magari sorseggiando una bibita fresca e pensando che si forse il paradiso esiste e deve essere molto simile a questa isola.

Cosa fare a Gili Trawangan

Tramonto alle Gili

Cosa fare a Gili Trawangan

Tramonto alle Gili

Dove dormire a Gili Trawangan

Noi abbiamo soggiornato all’hotel Belukar e ci siamo trovati davvero bene. L’hotel è moderno e pulito, le camere sono enormi. La posizione è ottima perchè vicino al mare ma in una posizione tranquilla e silenziosa. C’è anche un’ampia piscina e un ristorante. Inoltre si sono dimostrati davvero gentili organizzandoci addirittura il trasferimento da Bali.

Considerazioni finali

A noi i 3 giorni passati sull’isola sono piaciuti moltissimo. Non avevo mai fatto un viaggio di questo genere, ossia passare alcuni giorni su un atollo, posso dire che è stato molto piacevole, soprattutto per i meravigliosi incontri fatti in mare: pesci multicolor e tartarughe.

Durante le mie ricerche pre-partenza avevo letto commenti in cui si diceva che l’isola è sporca, ora dalla mia esperienza posso dire che ci sono punti di miglioramento, ma nulla che non si veda anche in Italia (purtroppo). Passeggiando nell’entroterra dell’isola si trova  plastica gettata a terra, che poi finirà in mare a discapito dei poveri animali, però non definirei l’isola sporca semplicemente con una cultura ambientale  non ancora evoluta.

Gili Trawangan è un’ isola autentica e con una fauna acquatica spettacolare. Insomma se state pensando di visitare Bali o Lombok non perdetevi questi atolli paradisiaci!

E tu sei ma stato in Indonesia? Hai visitato qualcuna di queste isole? Fammi sapere le tue impressioni.

 

 

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Viaggio nelle Ande - Argentina
Argentina

Viaggiare in Argentina: alla scoperta delle Ande

L’Argentina è uno dei Paesi che una volta visitato ti resta nel cuore, almeno nel nostro.

Per iniziare un viaggio in Argentina è bene partire dalla Capitale: Buenos Aires. Buenos Aires è una città dalle mille sfaccettature, visitando i suoi quartieri sembra di passare da una città ad un’ altra. Dal quartiere popolare di La Boca a quello elegante di Palermo, dove sembra di essere immersi nella parte più trendy di New York, proseguendo  per la Casa Rosada e passando per le piazzette di San Telmo dove la gente balla il Tango. Una città che anche nella sua povertà fa innamorare di sè.

Le Ande Argentine

In questo post vi parlo di una zona dell’Argentina di cui si conosce poco ma che mi ha stupita per la sua natura e per i suoi colori: le Ande argentine.

Ande Argentina

Paesaggi incredibili

Il nostro viaggio si è svolto in Agosto quindi in Inverno per questa parte dell’emisfero, le temperature pur non essendo freddissime, sono soggette a variazioni pronunciate tra giorno e notte: si passa da 15-18 gradi in pieno giorno ai -2 nelle ore notturne. A volte il vento può risultare molto intenso quindi è importante avere un abbigliamento tecnico, da escursione in montagna. Inoltre vi sconsiglio l’uso di valigie tipo trolley poiché in questa parte di Argentina difficilmente troverete strade asfaltate nei piccoli paesi, e trascinarsi una valigia nella terra non è proprio il massimo. Noi adottiamo da tempo i borsoni della North Face impermeabili e trasportabili come zaini o come normali borsoni a mano che sono veramente l’ideale per questo tipo di vacanza.

Salta

La zona di cui sto parlando si trova nella zona nord-occidentale dell’Argentina, la città più grande ed importante della zona è Salta, detta Salta la Linda ossia la bella. La città si caratterizza per la tipica architettura coloniale, ha un interessante museo di archeologia di alta montagna ed è il punto di partenza ideale per esplorare la zona. Qui alloggiamo nell’elegante ed accogliente B&B Carpe Diem che vi consiglio anche per l’ottima colazione.

 

Argentina Salta

Parata a Salta

Il proprietario è italiano e seguendo i suoi consigli decidiamo di fare 2 gite nei dintorni. Ci sono delle agenzie che organizzano queste visite in giornata. Partendo piuttosto presto con dei piccoli pulmini, circa 10 persone.

Cachi e la Valle Calchaquìes

La prima gita ci porta a Cachi piccolo paese posto a 2.800 metri di altitudine con tappa imperdibile al Parque National de los Cordones ossia il parco dei Cactus giganti. I paesi andini si trovano a quote piuttosto elevate, in alcuni punti si supera quota 4000, questo può dare dei fastidi: nausea, mal di testa, stanchezza. Per combattere il fastidio dell’altitudine i popoli andini sono soliti masticare le foglie di Coca (no in questo modo non si tratta di droga). Oppure bevendo una tisana chiamata Mate, la bevanda più in voga in Argentina e in particolare da queste parti. Gli argentini portano con sé un termos di acqua calda, la tazza e una cannuccia per prepararsi il Mate.

Argentina

Le Ande hanno alture elevate

Ande Argentina Quebrada de Humauaca

Parco Naturale de los Cardones

Argentina Tilcara

🌵 Cactus

La seconda gita ci porta nella Valle Calchaquíes alla scoperta dei rinomati vigneti e delle coltivazioni di tabacco. La cosa particolare che sembra incredibile ad un italiano è che qua si coltiva la vite tra i 1.500 ed i 2.000 metri di altitudine! Ma nonostante l’altezza,  la temperatura media annuale risulta essere intorno ai 18 gradi e quindi perfetta per un sviluppo ottimale della vite. Si possono visitare  le innumerevoli cantine fondate dagli immigrati piemontesi che insegnarono l’arte della vinificazione. I vini sono davvero eccellenti…e ce ne siamo portati un po’ a casa.

Argentina

Tilcara e la Quebrada de Humauaca

Successivamente spostiamo a nord, nel paese di Tilcara. Se siete alla ricerca di un posto fuori dal mondo questo paesino andino situato a quota 2500 metri sul livello del mare fa per voi. Qua scopriamo l’orgoglio e la fierezza del popolo Andino, persone abituate a vivere con poco.

Ande Argentina

La montagna dai sette colori

Salar Grande - Argentina

Salar Grande – Argentina

Partendo da Tilcara visitiamo la splendida Quebrada di Humauaca una formazione rocciosa multicolore. Dai colori della quebrada passiamo ad ammirare un paesaggio completamente differente tutto bianco e azzuro ossia il deserto di sale di Salinas Grande. Un deserto di sale che si estende per 6000 Kmq davvero stupendo. Sebbene sia la metà del più noto Salar de Uyuni direi che lo ricorda molto, un paesaggio lunare indimenticabile. Come per noi è indimenticabile un ragazzino che si trovava lì a vendere statuine di lama fatte con il sale che ancora conserviamo.

Viaggio nelle Ande - Argentina

Salar grande

Inoltre andando a Tilcara si attraversa il Tropico del capricorno.

Argentina- tropico del capricorno

Tropico del Capricorno

Trekking con i Lama

A Tilcara facciamo una splendida esperienza: un trekking con i Lama. Visitando le Ande si conoscono meglio i camelidi ossia il lama, l’alpaca, il guanaco e la vigogna. Non pensate però di farvi trasportare,  i lama trasportano solo il materiale per il pranzo!

Argentina Tilcara trekking con i lama

Discorrendo con un lama

La carovana de los llamas è una piccola agenzia che ha scovato Cesare che organizza trekking con i lama. Effettuaiamo un trekking di mezza giornata con partenza da Tilcara con vista sulla Quebrada accompagnati dai due lama e la nostra guida. La passeggiata è molto piacevole, la vista unica e la compagnia molto allegra. Arrivati a destinazione mangiamo un pranzo semplice ma di quelli che ricordi per tutta la vita. Se passate da quelle parti non perdete questa occasione. Inoltre questa agenzia organizza tour di più giorni al Salar ed in altri luoghi.

Ande Argentina Tilcara

Tilcara trekking con i lama

Passaggio in Cile

La nostra parte finale del viaggio avrebbe dovuto portarci in Cile nel deserto di Atacama, ma purtroppo i passi ad oltre 5.000 metri sono chiusi a causa della neve, in realtà le notizie sono contrastanti e finché non giungiamo al posto di frontiera non siamo certi dell’effettiva chiusura. Eh si in viaggio possono esserci degli imprevisti…basta saperli affrontare con serenità…che io sul momento non ho mai! Per fortuna Cesare ha uno stato d’animo talmente Zen che riesce a placare anche la mia furia. Siamo comunque riusciti a visitare il Cile con qualche anno di ritardo!

In Argentina c’è tanto da scoprire!

Che ve ne pare di questa parte di Argentina? La conoscete?

 

Idee regalo per viaggiatori
Mondo

Come organizzare un viaggio in autobus in Argentina

Oggi vi parlo di un viaggio epico che ci ha portati a scoprire una terra meravigliosa l’Argentina.

L’Argentina è un paese molto vasto, ha una lunghezza che è pari a quasi 4 volte l’Italia.La natura è selvaggia e gli ampi spazi fanno respirare una piena libertà. Quando ho iniziato a pensare a questo viaggio nella Parltagonia Argentina sapevo di doverlo fare in modo lento per assaporare ogni momento. Proprio da queste riflessioni è nata la decisione di scegliere l’autobus per percorrere  i 2500 km che da Buenos Aires ci hanno portato ad El Chalten nel cuore della Patagonia argentina. Devo essere sincera l’ultimo tratto per arrivare ad Ushuaia l’abbiamo percorso in aereo.

In Argentina ci si sposta molto utilizzando gli autobus, c’è una fitta rete di compagnie e tantissime soluzioni per raggiungere anche le terre più estreme.

Le tappe del viaggio

Buenos Aires – Puerto Madryn. La prima tappa del nostro viaggio è la penisola di Valdes. La zona è splendida dal punto di vista naturale qui si possono avvistare molti animali: balene, orche,pinguini e leoni marini. 20 ore di autobus per giungere. Siamo partiti intorno alle 17 da Buenos Aires, abbiamo potuto dormire durante la notte.. i sedili sono molto confortevoli e diventano letti. Inoltre c’è la televisione e nel prezzo sono compresi pranzo, cena e snack.

La Penisola di Valdes è stata dichiarata patrimonio Unesco nel 1999, è selvaggia e meravigliosa. Qui si possono avvistare le balene semplicemente passeggiando sulla spiaggia. Poco popolata, spazzata dal vento, ricca di animali è stato per noi un vero paradiso.

Come organizzare un viaggio in Argentina

Penisola di Valdes

Puerto Madryn – El Calafate. La seconda tratta è la più lunga 22 ore. Qui Cesare ha iniziato a dare segni di cedimento e credo mi abbia un po’ odiata per questa balzana idea di muoverci in autobus. Per me, nonostante le lunghe ore di viaggio, vedere queste lande desolate, terre infinite scarsamente popolate è stata un’esperienza quasi mistica. Inoltre abbiamo conosciuto altri viaggiatori che come noi avevano intrapreso questa esperienza. El Calafate è il paese da cui si parte per vedere il Perito Moreno il ghiacciaio che con i suoi 30km di larghezza e 60 mt di altezza è un vero spettacolo della natura.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Ghiacciaio Perito Moreno

El Calafate – El Chalten bè la terza tratta è davvero un gioco da ragazzi in 2 ore e 30 per arrivare ad El Chalten piccolissimo paese con una vista spettacolare sul monte Fiz Roy. Patria degli escursionisti che da qui partono per bellissimi trekking al parco de Los Glaciares.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

El Chalten

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Cerro Torre

Infine torniamo a El Calafate e da qui con un volo di un paio d’ore arriviamo alla fine del mondo, Ushuaia in piena tierra del Fuego. La sensazione di essere arrivati fin qui è difficile da descrivere ma rimane impressa nella memoria. Si è in una vera e propria città di confine, il confine del mondo…più a Sud vi è solo l’Artico. Qui si può navigare sul canale di Beagle.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Tierra del fuego

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Come organizzare un viaggio in autobus in Argentina

Vi racconterò più dettagliatamente le varie tappe di questo meraviglioso viaggio nella natura, ma se vi avessi già convinti sin d’ora a fare questa esperienza ecco alcune dritte.

Qualcuno penserà che avevamo a disposizione molto tempo per permetterci un viaggio così lungo in autobus, in realtà l’abbiamo fatto in 18 giorni. Quindi il tempo come sempre è una scusa che troviamo per non fare le cose.

Intanto sappiate che viaggiare in autobus è comodo: prendendo il posto “cama” ossia letto avrete a disposizione un ampio sedile che diventa letto, sicuramente dormirete meglio che in aereo.

Il sito che ho utilizzato per capire orari e quali compagnie effettuavano le tratte di nostro interesse è stato Plataforma 10. E’ possibile acquistare i biglietti direttamente sul sito oppure andare sul sito della compagnia di vostro interesse. Noi abbiamo utilizzato la compagnia Andes Mar e Bus Sur e ci siamo trovati bene. I biglietti vengono inviati tramite mail. Ovviamente anche a livello economico l’autobus è più’ conveniente rispetto al volo aereo.

E voi avete mai fatto un viaggio simile? Vi piacerebbe o credete sia stata una follia? Se lo state organizzando e volete maggiori informazioni non esitate a contattarmi!

 

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Bangkok
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Bangkok: le mie impressioni

In tanti mi avevano parlato di Bangkok ma i pareri erano discordanti. C’era chi la descriveva come una città magnifica e chi la considerava come un postaccio in cui non sarebbero più tornato: dovevo quindi vederla per capire meglio.

Bangkok

Bangkok

La città di per sé non mi ha entusiasmata: è caotica, calda, disordinata con un’identità non ben definita un po’ antica un po’ moderna. Ci sono però alcuni aspetti che mi sono piaciuti.

  • Il cibo thai è davvero una delizia e anche nel ristorante di strada più sgangherato si può mangiare in modo eccellente spendendo pochissimo. Il piatto che ho mangiato più spesso è il pad thai ossia spaghetti di riso saltati in padella con salsa di soia, verdure e gamberi. Gli amanti del cibo piccante si troveranno benissimo.
    Vedere Bangkok

    Cibo di strada

    Bangkok

    Bangkok

 

  • I mercati. Un po’ ovunque in città si possono trovare bancarelle che vendono cibo, frutta, fiori, amuleti. Si c’è anche il mercato degli amuleti, li si aggirano persone sicuramente più esperte di me che scrutano i vari amuleti esposti per trovare quello di maggior qualità.
    Cosa fare a Bangkok

    Mercato

    Bangkok

    Mercato di frutta

 

  • La navigazione sul fiume. mi è piaciuto molto vedere la città dal fiume, la prospettiva differente, fuori dal traffico e dal caos mi ha rilassata.

 

  • I massaggi. Non si può andare in Thailandia e non provare i massaggi, le loro tecniche vi faranno rinascere.

 

  • Gli hotel con la piscina sul tetto. La scelta dell’hotel è fondamentale, infatti dopo una giornata in giro per la città tornare in un bel hotel e poter guardare la città dall’alto sarà un premio meritato. Noi sia stati al Motern Sathorn, hotel moderno, lussuoso, con una colazione strepitosa e una bellissima piscina sul tetto. Posto in un’ottima posizioni proprio di fronte alla metropolitana e a 10 minuti a piedi dalla partenza dei traghetti.

    Bangkok

    Piscina sul tetto a Bangkok

Insomma Bangkok mi ha fatto capire come è una metropoli asiatica, molto differente dalle nostre metropoli europee, ma di sicuro non è una città in cui ho lasciato il cuore.

Voi cosa mi dite delle vostre esperienze a Bangkok?

 

 

 

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Come organizzare un safari al Kruger

Fare un safari era tra i miei sogni nel cassetto, sogno che si è realizzato durante il nostro viaggio in Sud Africa. La scelta è ricaduta sul più famoso tra i parchi: il Kruger, in quanto è possibile effettuare il safari in autonomia con la propria automobile. Il parco Kruger è la più grande riserva naturale del Sud Africa, grande quanto lo stato di Israele, posta nella zone nordorientale del paese.

Quando andare

Il periodo migliore per organizzare il safari va da giugno a settembre che corrisponde al periodo invernale e secco. La natura è meno rigogliosa e per questo gli animali sono più facili da avvistare  perché si muovono alla ricerca dell’acqua.  Secondo me i giorni giusti da dedicare alla visita del parco sono 5,  in questo modo si ha tutto il tempo di esplorare la natura ma senza annoiarsi. Nota molto importante: il fuso orario non cambia…quindi nessun problema di jet lag!

Safari al Kruger

Paesaggio Kruger

Dove dormire

All’interno del parco ci sono campeggi e bungalow semplici ma graziosi, con bagno e a volte angolo cottura. Le sistemazioni all’interno del parco non sono moltissime quindi è meglio pianificare con anticipo e prenotare appena possibile. Tutte le prenotazioni relative al pernottamento all’interno del parco possono essere effettuate online sul sito ufficiale. Una volta effettuata la prenotazione vi verranno fornite le informazioni circa gli orari entro i quali dovrete arrivare al campeggio o bungalow, bisogna arrivare prima che faccia buio. Sul sito sopra indicato troverete moltissime informazioni utili per organizzare il vostro soggiorno: orari, distanze e tempi di percorrenza da una struttura e l’altra, presenza di ristoranti, possibilità di organizzare attività con i Rangers.

Safari al Kruger

Bungalow all’interno del Kruger

Informazioni utili

Le strade sono in buone condizioni, non è necessario avere un fuoristrada. Unica difficoltà che si può avere è la guida a sinistra.

Il prezzo d’ingresso al parco è di 30 Euro al giorno per gli adulti e 15 Euro per i bambini.

Piccola nota relativa alle vaccinazioni, non ve ne sono di obbligatorie per il Sud Africa e visto il periodo secco noi abbiamo deciso di non fare l’antimalarica, è andato tutto bene.

Organizzare un Safari al Kruger

Tramonto al Kruger.

Gli indispensabili da mettere in valigia: un cappello, occhiali da sole e crema solare perchè il sole è caldo, un binocolo per gli avvistamenti e una maglia pesante perchè la mattina e la sera la temperatura scende parecchio.

safari al Kruger

In versione esploratrice.

Il nostro safari

Partiamo con la nostra auto presa a noleggio all’aereoporto di Johannesburg di buon mattino, dopo 4 ore di viaggio arriviamo al gate di ingresso sud. Qui iniziamo la nostra avventura dopo aver percorso ovviamente molto lentamente alcuni chilometri avvistiamo gazzelle, elefanti e giraffe. Che spettacolo unico e meraviglioso vedere questi animali nel loro ambiente naturale. Sembra di essere in un film, una sensazione irreale.

Safari al Kruger

Zebre

Safari al Kruger

Elefante con cucciolo

safari Kruger

Safari al Kruger

Rimasti a bocca aperte per questi primi avvistamenti ci dirigiamo verso il camp site dove pernotteremo le prime due notti lo Skukuza. Da qui abbiamo intenzione di esplorare la parte sud del parco. Mangiamo cena nel ristorante e scopriamo che c’è una mappa del parco in cui i rangers e i viaggiatori vanno ad indicare gli avvistamenti dei diversi animali.

Il mattino successivo appena usciti vediamo un numero considerevole di auto ferme, ci avviciniamo e a lato strada ci sono un leone e una leonessa comodamente distesi nell’erba.

Come organizzare un safari al Kruger.

Leoni al Kruger

Proseguiamo nel nostro itinerario e grazie all’aiuto di alcuni sudafricani riusciamo a vedere altri leoni, zebre, gazzelle, elefanti, paesaggio magnifico e animali bellissimi. Ora però iniziamo ad essere più esigenti, vogliamo vedere gli animali che ancora ci mancano ossia il rinoceronte e il leopardo.

safari al Kruger

Giraffa al Kruger

Ci spostiamo verso nord al camp site Satara. Qui prenotiamo un safari a piedi con i ranger all’alba. Siamo in 6, partiamo con i rangers armati e ci inoltriamo silenziosamente nella savana, io un po’ di paura ce l’ho! Iniziamo con il vedere un gruppo di elefanti e poi eccoli che appaiono 2 rinoceronti! Un safari a piedi fa vivere ancora meglio l’emozione della vita selvaggia.

safari al Kruger

Rinoceronte in attraversamento

Dopodiché ci dirigiamo verso Nord diretti al Camp side Olifant, posto in alto, ha una splendida vista sul fiume. Qui decidiamo di fare una gita con i ranger in notturna nella speranza di avvistare qualche felino….continuiamo a non aver visto leopardi. Questa volta riusciamo a vedere un rinoceronte e delle iene ma di leopardi neppure l’ombra.

L’ultimo giorno lo dedichiamo unicamente alla ricerca del leopardo o ghepardo, ma per nostra sfortuna latitano. Restiamo così a quota 4 su 5 big five ossia abbiamo visto: elefanti, bufali, rinoceronti e leoni, abbiamo però un ottima scusa per organizzarne un altro!

Consiglio a tutti di fare un safari una volta nella vita: vi lascerà un’emozione e dei ricordi magnifici. Molto consigliato anche per i bambini che sono certa resteranno estasiati.

 

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Asia

Cambogia alla scoperta dei templi di Angkor in bici

La Cambogia è caratterizzata da 3 elementi: natura selvaggia, templi antichi ed un popolo dolce.

La scorsa estate, durante il nostro viaggio di agosto in Asia abbiamo deciso di passare alcuni giorni ad esplorare i templi dell’antica città di Angkor, in particolare attratti dal tempio più famoso Angkor Wat. Sinceramente non mi ero documentata molto, sapevo che Angkor Wat è considerata una meraviglia del mondo e ho deciso di fare tappa qui e sono rimasta molto soddisfatta. Nella mia ignoranza non sapevo quanto grande fosse il parco e quanti fossero i templi presenti.

Angkor Wat

Monaco buddista- Angkor Wat

Come arrivare e dove pernottare a Siem Reap.

La città da cui partire per visitare il parco archeologico che ospita l’antica città di Angkor è Siem Reap. Noi ci siamo arrivati con un brevissimo volo Air Asia da Bangkok, durato meno di un’ora, costo andata e ritorno 60 Euro. Raggiungere la città dalla capitale Thailandese è davvero comodo. Arrivati in aeroporto abbiamo pagato il visto, 60 Euro…come il volo,  vi consiglio quindi di portare con voi un po’ di contanti in Euro o dollari. La città di Siem Reap è formata da due strade principali, piene zeppe di locali che vendono la birra a un dollaro, musica alta e gran confusione, vi consiglio quindi di evitare di prendere un hotel in centro se volete riposare. Tanto per capire la strada principale si chiama Pub Street.

Angkor Wat

Siem Reap – Pub Street

Noi siamo stati in un grazioso hotel con piscina e Spa a metà strada tra la città e il parco archeologico: il Siddharta. Una vera oasi di pace, immerso in un giardino tropicale, una fresca piscina per rinfrescarsi dopo una calda e umida giornata, la Spa con ogni tipo di massaggio, il ristorante nel caso non si ci voglia muovere, il tutto a un ottimo prezzo, circa 60 Euro a notte con colazione. La posizione è perfetta si può infatti raggiungere la città con un tipico tuk tuk o in bicicletta.

L’antica città di Angkor.

L’antica città di Angkor nacque intorno all’ anno 800 durante il regno di Jayavarman II e  prosperò sino al 1300. Durante questi anni furono costruiti moltissimi edifici all’interno della città. La maggior parte degli edifici che sono oggi visibili sono i templi poiché questi erano costruiti con materiali più pregiati e resistenti. La religione diffusa nella zona a quel tempo era l’induismo, anche se verso la fine dell’impero fu introdotto il buddismo. Nella religione Indù gli edifici sacri sono visti come la casa della divinità, per questo hanno una struttura molto differente rispetto alle nostre chiese. I templi non hanno uno spazio per raccogliere i fedeli, ma vengono concepiti per ospitare le divinità. In particolare alcuni di questi, ad esempio Angkor Wat, sono detti templi montagna. La caratteristica del tempio montagna è di avere al centro alcuni edifici a piramide che rappresentano il monte Meru, luogo in cui vivono le divinità.

Angkor Wat

Templi e giungla.

Organizzare la visita ai templi di Angkor

Credo che 3 giorni sia la durata corretta per visitare il parco archeologico, si può acquistare il biglietto per 3 giorni a  62$. Ci sono varie possibilità per recarsi ad esplorare i templi immersi nella giungla. Utilizzare il tuk tuk che vi porterà all’ingresso dei vari templi e l’autista vi aspetterà per portarvi ad un altro tempio appena terminerete la visita. Scegliere di fare una visita guidata con una guida, che di sicuro vi permetterà di conoscere meglio la storia. Noi abbiamo scelto di effettuare la nostra visita in bicicletta, e devo dire che, nonostante il caldo afoso, è stata un’ottima idea. I gentili ragazzi dell’hotel ci hanno prenotato le biciclette e così in piena autonomia siamo partiti. La bici è un mezzo che vi consiglio perché oltre ai templi, avrete modo di entrare maggiormente a contatto con la rigogliosa natura cambogiana.

Angkor Wat in bici

In bici ad Angkor Wat

Abbiamo utilizzato la bici 2 giorni percorrendo il primo giorno 32 km il secondo 25Km, sono parecchi ma essendo tutto pianeggiante non avrete problemi.

Angkor Wat in bici

Percorso in bicicletta

Angkor in bici

In bicicletta ad Angkor

Cosa vedere

I templi che mi sono maggiormente piaciuti sono Angkor Wat dove siamo tornati 2 volte. Nella zona del tempio si può soltanto entrare a piedi, fa molto caldo quindi vi consiglio di arrivare muniti di acqua, crema solare, occhiali da sole e cappellino. Ci sarà anche moltissima gente, tantissimi cinesi, ma d’altra parte il luogo è così bello che tutti vogliono vederlo. All’ hotel ci hanno suggerito di visitare il tempio la mattina in quanto la massa si reca lì il pomeriggio. Difficile descriverne la magnificenza, il tempio è decorato con bassorilievi bellissimi e perfettamente conservati.

Altro tempio magnifico è Bayon nell’antica città di Angkor Thom. Il tempio è caratterizzato da 37 torri ancora in piedi ognuna con 4 faccie per ciascun lato. Gli enormi volti rappresentano la divinità che vede tutto in ogni direzione. Lo sguardo della divinità scolpita è enigmatico. Ciò che mi ha particolarmente colpita è il fatto che sembrino tutti uguali. Sebbene non li abbia mai visti dal vivo, ricordano le statue dell’isola di Pasqua.

Angkor Thom

Volti scopiti tempio nella antica Angkor Thom

Angkor

I volti di Bayon

Angkor Thom

Tempio Bayon

Infine Ta Prohm ora anche conosciuto come il tempio di Tomb Raider, infatti qui è stato girato il film tratto dall’omonimo videogioco. Oltre alla bellezza del tempio, potrete fare bellissime fotografie e vedere come la natura si è espansa a discapito di quanto costruito dall’uomo. Ci sono poi molti altri templi ed edifici ma questi a mio avviso gli imperdibili.

Angkor templi

Alberi cresciuti sui Templi – Ta Prohm

Angkor - Ta Prohm

Alberi che crescono sui templi – Ta Prohm

Un luogo magico che mi ha stupita. Vi ho convinti a partire?

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Perché un viaggio a Bali è sempre una buona idea.

L’isola di Bali ha qualcosa di magico, rilassante, rigenerante. Siete amanti dello yoga o del surf? Siete vegani o vegetariani? Volete fare snorkeling e vedere le tartarughe? Vorreste visitare un paese con una forte cultura induista? Avete bisogno di una vacanza rilassante con tanti massaggi e cura del corpo? Se avete risposto si alle precedenti domande, Bali fa al caso vostro.

La piccola isola fa parte del più grande stato arcipelago del mondo: l’Indonesia. Il viaggio per raggiungere l’isola dall’Italia è piuttosto lungo, ma nel caso stiate organizzando un viaggio nel sud- est asiatico una tappa qui è d’obbligo.

Perché visitare Bali?

  1. La cultura. La religione dell’isola è l’induismo balinese: una forma particolare di induismo, giunta qui dall’India, con forte animismo locale. L’isola è disseminata di templi, addirittura molte abitazione hanno un proprio tempio. C’è una forte devozione,  molto spesso camminando per le strade si vedono donne che portano in dono fiori e incenso alle varie divinità. Spesso si ci imbatte in processioni, gli abiti indossati sono caratteristici di questa popolazione, in particolare il sarong, un pezzo di stoffa, solitamente colorato, che viene legato in vita come una gonna, ed è usato sia dagli uomini e che dalle donne. Inoltre il popolo balinese è conosciuto per l’arte. Ogni paesino è legato ad una particolare attività: la pittura, la scultura, la musica, la danza.

    Bali

    Tempio sull’acqua – Bali

  2. La Natura: Bali è l’isola del frangipane o fiore del paradiso che con il loro profumo intenso inebria. La coltivazione principale è quella del riso e le caratteristiche terrazze sono divenute patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 2012. Infine i vulcani che svettano tra la giungla.
    Bali

    Frangipane – Bali

    Bali vulcano

    Bali vulcano

  3. Il mare ossia le Gili. Bali è bagnata dall’oceano Indiano, quindi onde piuttosto imponenti adatte ai surfisti, per fortuna con un paio d’ore di nave veloce si raggiungono Le Gili Island: 3 atolli con mare calmo e splendida barriera corallina. Snorkeling spettacolare ho visto molte tartarughe, una meraviglia!

    Gili - Bali

    Spiaggia – Gili island

  4. Lo Yoga. Una delle mie grandi passioni è lo yoga che mi aiuta a sciogliere il corpo e a calmare la mente. Bali e in particolare la città di Ubud sono un paradiso per coloro che vogliono dedicarsi allo Yoga. Sono infatti presenti numerose scuole di yoga con lezioni differenti ad ogni ora del giorno dallo yin al flow alla meditazione. Vi parlerò della mia esperienza nelle varie scuole in un altro articolo.

    Bali yoga

    Attenti al cane che guarda in giu’

  5. Il cibo vegetariano – vegano: non è sempre facile mangiare fuori per coloro che seguono una dieta vegetariana, ma a Bali non ci saranno problemi! Ci sono numerosi ristoranti e bar vegani con cibi squisiti e coloratissimi. Menzione particolare va a Alchemy Cafè ad Ubud, un ristorante vegano crudista che secondo me è da provare, dolci strepitosi.

    Bali colazione

    Quando si dice… colazione.

  6. I massaggi: l’isola è letteralmente piena di centri benessere dove prendersi cura del proprio corpo, massaggi tradizionale, al viso, ai capelli…relax assicurato e prezzi bassi.

    Bali massaggi

    Un massaggio

  7. Il surf e i surfisti: l’isola è un paradiso per i surfisti che cercano l’onda giusta. In Europa non è uno sport usuale, trovo quindi interessante osservare i surfers nelle loro evoluzioni, in più sono spesso dei gran bei ragazzi. Inoltre se volete provare qualcosa di nuovo ci sono diverse scuole che offrono lezioni di surf, potresti anche voi solcare le onde.

    Bali

    Surfer al tramonto

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5 buoni motivi per partire per il Cile.

Ieri è uscita la classifica di Lonely Planet Best in Travel 2018, al primo posto dei Paesi da visitare troviamo il Cile. Sebbene non sia tra le mete di cui fino ad ora si è sentito molto parlare in Italia, l’anno scorso l’abbiamo scelta come meta di viaggio. Il Cile ha una varietà paesaggistica unica poiché è una striscia di terra lunga più di 4000 km: si passa dalla zona desertica del nord alla terra patagonica a Sud. Questo viaggio è indicato per gli amanti della natura, del trekking e dell’avventura, non è adatta per chi cerca movida, metropoli moderne o spiagge.

  1. Il deserto di Atacama: è un deserto d’ alta quota a ridosso delle Ande e attorniato da Vulcani per questo ha un paesaggio unico e credo in nessun posto del mondo le stelle appaiano così nitide e vicine. Tenendo come base il minuscolo paese di San Pedro de Atacama potrete compiere diverse escursioni. Le migliori sono al Gayser del Tatio, il geyser a quota più elevata al mondo 4320 mt e la valle della Luna raggiungibile anche in bicicletta.
    Deserto de Atacama

    Gayser del Tatio – Deserto de Atacama

    Cile- deserto de Atacama

    Deserto di Atacama.

  2. La Patagonia Cilena: paesaggio agli antipodi con il precedente, tanto verde e tanto vento! Il paesaggio patagonico è unico al mondo, ma quello che mi colpisce è la sensazione unica che si prova a sapersi alla fine del mondo.

    Cile- Patagonia

    A cavallo in Patagonia.

  3. Il trekking: se siete amati del trekking non potete perdervi il parco Torre del Paine. Molti si spingono fino qui per percorrere il famoso W trail:  della lunghezza di 100km lo si completa in 5 giorni di cammino. Ma ci sono gite da effettuare in giornata che permettono di apprezzare paesaggi unici e vedere i guanaco.
    Cile- Torre del Paine

    Cile- Torre del Paine

    Cile - Torre del Paine

    Parco – Torre del Paine

  4. Santiago del Cile: la capitale è una città vivace, ha tanti locali dove cenare o bere l’immancabile pisco sour. È la città di Pablo Neruda e ha molti interessanti musei.

    Santiago del Cile

    Santiago del Cile – murales

  5. Il cibo e il vino. Se amate la quinoa e il pesce siete nel posto giusto! Il piatto tipico è la ceviche piatto di pesce e molluschi crudi marinati nel limone. I vini sono ottimi e a prezzi che per noi europei sembrano incredibili.
    Cile- vino

    Cesare si gusta il vino cileno

    Infine, l’Isola di Pasqua fa parte del Cile ed da qui che più facilmente si può giungere nell’isola sperduta nell’ oceano Pacifico con un volo di 6 ore da Santiago del Cile. Noi per questioni di tempo e per pareri discordanti abbiamo lasciato l’Isola di Pasqua per un altro viaggio. Voi ci siete stati? Ne è valsa la pena?

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