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Magnetic Island: l’isola dei koala sulla Barriera corallina australiana

Magnetic island è una splendida isola dalla natura rigogliosa e incontaminata che si trova nella regione del Queensland in Australia.

Durante l’organizzazione del nostro viaggio in Australia abbiamo deciso di concederci 3 giorni di relax in un’isola nel parco della grande barriera corallina, ma quale scegliere? La nostra scenta è caduta su Magnetic Island per diversi motivi:

1. Non è un’ isola resort come molte altre presenti nel Queensland, isola resort significa che non vi è nulla a parte il resort e i prezzi sono piuttosto elevati.

2. La natura: è un’ isola con una vegetazione rigogliosa, verdissima, sono presenti sia i koala, circa 900,  sia i wallabi, tantissimi uccelli, ed è  possibile fare snorkeling. Non è uno snorkeling stupendo come quello di cui vi ho parlato nel post precedente, ma ci ha dato belle soddisfazioni soprattutto nuotare con le razze!

3. Ci sono diversi percorcorsi escursionistici e si può fare yoga, insomma dopo aver macinato tanti chilometri 3 giorni di relax ci volevano proprio!

Magnetic Island nel Queensland

cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina Australia

La natura rigogliosa di Magnetic Island

Koala in libertà

 

Come organizzare un soggiorno a Magnetic Island

Magnetic Island si raggiunge con il traghetto che parte ogni ora da Townsville (4 ore a Sud di Cairns). Noi abbiamo raggiunto Townsville utilizzando l’autobus greyhound, giusto per provare anche in questo viaggio più mezzi di trasporto possibili. L’isola dista 8 km dalla terraferma, è grande 52kmq. Ci sono 2 compagnie che effettuano il servizio: una trasporta unicamente persone, l’altra sia persone che mezzi, nel caso voleste utilizzare la vostra auto.

I 2 paesi principali sono Nelly Bay dove arriva il traghetto e Horseshoe Bay. Noi abbiamo soggiornato a Nelly Bay  ma con il senno di poi sceglierei Horseshoe Bay perché più viva, con alcuni ristoranti e bar, più moderna e con uno splendido tramonto. Tutte le spiagge e i paesini sono collegati da un comodo servizio di autobus che gira per tutta l’isola.

cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina

Magnetic Island

Ti consiglio 2 locali che ho provato ad Horseshoe Bay e che mi sono piaciuti molto.

Nourish Café un locale grazioso, serve dolci ottimi, frullati e piatti veloci anche vegetariani gustosi, perfetto per la colazione o il pranzo.

Barefoot Art and Wine un ristorante incantevole con cibo delizioso, direi la migliore cena di tutta la vacanza australiana…e non avrei mai pensato che sarebbe stata su questa minuscola isoletta. Lo chef ha lavorato a Londra e in effetti il cibo è cucinato alla perfezione. Pesce e dessert da urlo. Inoltre ha uno splendido dehore attorniato da un bel giardino, una serata molto piacevole!

Cosa fare a Magnetic Island

Tanto per iniziare sull’isola ci sono diversi sentieri escursionistici di diversa lunghezza, alla stazione dei traghetti procurati una mappa con le indicazioni di tutti i sentieri presenti e delle spiaggie. Il percorso più famoso è la camminata dei forti da cui si ha una bella vista su tutta l’isola. Altri percorsi permettono di raggiungere le spiagge più belle per lo snorkeling ossia Florence Bay e Arthur Bay. Tutte le spiagge sono libere, quindi non aspettarti sdraio ed ombrelloni. Noi siamo stati a Magnetic Island a fine ottobre, un periodo perfetto, temperatura di circa 25 gradi, acqua calda e niente meduse che arrivano a fine novembre. Lo snorkeling che abbiamo fatto è stato molto carino, abbiamo visto pesci colorati  e razze.

cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina

Trekking a Magnetic Island

cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina

Snorkeling

L’isola è per buona parte parco naturale, in effetti è popolata da un incredibile numero di uccelli, la mattina eravamo svegliati dal loro fortissimo canto. Inoltre Magnetic Island è famosa per la folta comunità di Koala, un animale tenerissimo, un’occasione di vederli in libertà. Noi siamo stati molto fortunati, grazie alle indicazioni di una signora di Horseshoe Bay abbiamo potuto osservare un’allegra famigliola appesa ai rami della loro pianta preferita l’eucalipto. Infine è possibile avvistare i wallabi, mini canguri, che saltellano un po’ ovunque.cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina

Infine se sei amante dello yoga e hai voglia di praticare in un contesto idilliaco clicca qui trovi le lezioni che si tengono ogni giorno a Magnetic Island. Io ho partecipato a 2 lezioni, durante le quali ho potuto conoscere delle simpatiche ragazze del luogo e vivere un momento davvero autentico. Le lezioni si tengono in casa delle insegnanti, in entrambi i casi si trattava di case di legno immerse in una natura lussureggiante. A fine lezione si chiacchiera sedute in terrazza sorseggiando un latte chai e ascoltando il canto degli uccelli, insomma si ci rilassa. Non mi stupisce che una delle insegnanti di origini inglesi sia arrivata a Magnetic Island a vent’anni e non sia più tornata a casa.

cosa Fare a Magnetic Island lungo la Grande Barriera Corallina

yoga

Siamo stati davvero soddisfatti della nostra permanenza sull’isola, per me 3 giorni sono stati perfetti, ma di certo sarei potuta restare molto più a lungo.

 

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Dove fare snorkeling alla Grande Barriera Corallina: Michaelmas Cay

Stai organizzando il tuo viaggio in Australia? Hai deciso di visitare la Grande Barriera Corallina e stai cercando informazioni su quale escursione fare questo post fa per te.

La Grande Barriera Corallina australiana è il più grande parco marino del mondo, si estendende per 2300 km, partendo dalla costa al largo di Cairns a nord sino ad arrivare a Brisbane a sud. Un mondo sottomarino incredibile e indescrivibile che da tempo sognavo di scoprire.

Durante il mio viaggio in Australia di Ottobre  ho passato una settimana in giro per il Queensland, la regione della Grande Barriera Corallina.

La nostra visita alla zona ha inizio a Cairns, la città è situata nella zona nord della Grande Barriera ed è il luogo ideale da cui partire per esplorare il reef e la foresta pluviale. Se durante il tuo viaggio hai a disposizione solo 3-4 giorni da dedicare alla Grande Barriera Corallina puoi fare base a Cairns e da qui fare una o più escursioni, ce ne sono davvero moltissime.Fare snorkeling alla grande barriera corallina

Snorkeling a Michaelmas Cay

Scegliere tra le escursioni che da Cairns partono per il reef non è stato semplice, alla fine ho optato per la gita con il catamarano di Ocean Spirit Cruise al Michealmas Cay e sono stata felice della scelta. I motivi della mia scelta sono stati: ottime recensioni, numero contenuto di partecipanti e soprattutto la possibilità di fare snorkeling partendo dalla spiaggia.

Io so nuotare abbastanza bene ma sono un po’ fifona, la maggior parte delle escursioni prevede che si ci tuffi in mezzo all’oceano, e questo un po’ mi preoccupava per questo ho preferito scegliere Michealmas Cay che tra l’altro è un atollo incontaminato spettacolare, guarda le foto per capire di cosa sto parlando!

Michealmas Cay si trove nell’inner reef, più vicino alla costa, questo significa che le acqua del mar dei coralli qui sono più calme rispetto all’outer reef. L’atollo è un santuario per gli uccelli gli unici abitanti del posto…oltre ai pesci. 

Dove fare un magnifico snorkeling alla Grande Barriera Corallina Australiana

Snorkeling alla Grande Barriera Corallina

Michaelmas Cay

Unica nota amara è il prezzo circa 130 Euro a testa, in generale le escursioni al reef sono costose ma la bellezza del mondo sottomarino, le montagne di coralli, i pesci colorati, le tartarughe, le razze che vedrai ti ripagherà ampiamente della spesa.

Una giornata meravigliosa

Arriviamo al porto di Cairns alle 8 e ci viene offerta la colazione. Alle 8.30 salpiamo, durante le 2 ore di navigazione ci vengono fornite tutte le informazioni relative alla sicurezza, come utilizzare l’attrezzatura per lo snorkeling e un biologo marino ci informa sui pesci e coralli che vedremo durante lo snorkeling.
Dopo aver indossato tutta l’attrezzatura: tuta di lycra anti meduse (in realtà il periodo delle meduse inizia a fine novembre ma per sicurezza la indossiamo) maschera, pinne e anche il giubbotto salvagente, alle 10.30 siamo pronti per iniziare lo snorkeling. Sebbene inizialmente fossi un po’ preoccupata, appena sbarcata a  Michaelmas Cay mi calmo. Il reef è vicinissimo dista circa 100 mt dalla riva e lo staff della Ocean Spirit ci aiuta e assiste durante tutta la permanenza.
Dove fare un magnifico snorkeling alla Grande Barriera Corallina Australiana

Ocean Spirit

Dove fare un magnifico snorkeling alla Grande Barriera Corallina Australiana

Pesci fotografati dalla barca appena arrivati

snorkeling a Michaelmas cay grande barriera Corallina Australiana

Pronta per lo snorkeling

Lo spettacolo è mozzafiato, sembra di essere in un acquario, i coralli sono strepitosi con forme e colori incredibili (coralli spaghetti, cervello e funghi), scopro un mondo a me sconosciuto. In più ci sono pesci colorati, razze e stelle marine blu. La visione di questo meraviglioso mondo sottomarino è stata una delle più belle esperienze della mia vita.
Restiamo a far snorkeling fino alle 13.30. Al ritorno non paghi di tutto quello che già avevamo visto durante lo snorkeling  facciamo anche il giro con il semisommergibile. Anche quest’esperienza mi è piaciuta molto perché permette di capire meglio quanto sia gigantesco il reef, una montagna subacquea. Vediamo moltissimi pesci e anche 2 squali limone di 2 metri!

Coralli visti dal semi sommergibile

Verso le 15.30 lasciamo Michaelmas Cay e facciamo ritorno a Cairns, sono un po’ stanca ma ancora in estasi per la giornata meravigliosa passata in mezzo ai coralli. L’escursione con Ocean Spirit è stata ottima, ben organizzata, piacevole.
Tu hai mai fatto snorkeling? Dove? Fammi sapere quale è stata la tua esperienza.
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Cile
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Cile: cosa devi sapere per organizzare un viaggio fai da te.

Lascia che ti racconti in questo post come organizzare un viaggio meraviglioso in Cile. Organizzare un viaggio fai da te in terre lontane non è mai semplice, per questo l’esperienza di chi c’è stato può tornare molto utile.

Quando andare in vacanza in Cile.

Il Cile è situato nell’emistero australe quindi le stagioni sono esattamente inverse rispetto a quelle dell’Italia. Il periodo migliore per visitare il paese, soprattutto se vuoi andare in Patagonia, va da settembre a marzo. Noi siamo partiti il 25 novembre (primavera inoltrata), per passare 18 giorni in terra cilena. Clima perfetto in ogni zona visitata. Il fuso orario è di 4 ore indietro rispetto all’ora italiana.

Volo Iberia Milano – Santiago del Cile con scalo a Madrid: 550 euro andata e ritorno.

Itinerario:  Santiago del Cile -San Pedro de Atacama -Puerto Natales (parco Torre del Paine)-El Chalten (Argentina).

Prima della partenza abbiamo prenotato gli hotel tramite Booking e i voli interni. Il primo volo Santiago- Calama con la compagnia low cost Sky Airlines, aerei nuovi e prezzi convenienti. Il secondo volo di andata e ritorno per Punta Arenas con la compagnia LAN, ottima ma prezzi più elevati.

Cosa fare a Santiago del Cile.

Qui scegliamo di alloggiare nel tranquillo B&B Travesia situato nel quartiere Providencia a ridosso del quartiere Bellavista. La zona è perfetta perché si è vicini da Bellavista pieno di ristoranti e locali ma in una zona più tranquilla e silenziosa. Il B&B è semplice ma ordinato, ci tornerei.

Providencia- Santiago del Cile

B&B Travesia – Santiago- Providencia.

Fare una bella passeggiata per il centro della città e ammirare le Ande che la sovrastano. Uscire la sera a bere un Pisco sour e poi mangiare in qualche ristorante a Bellavista. Tra i ristoranti vi consiglio Azul Profundo, pesce eccezionale e ambiente molto tranquillo e raffinato, prezzi buoni.

Santiago è vicina alla cittadina di Valparaiso, città imperdibile, coloratissima e con 1000 murales. La raggiungiamo con 1 ora di autobus. Valparaiso è una città di mare, in cui l’Oceano Pacifico la fa da padrone, un po’ folle e molto affascinante, colorata e disordinata. Passeggiamo senza meta tra le viuzze del paese e facciamo tantissime foto ai meravigliosi murales. Qui visse e compose il poeta cileno Pablo Neruda.

Valparaiso

Valparaiso murales

Valparaiso- città dei murales

Come organizzare un viaggio in Cile: il deserto di Atacama

Dopo 3 giorni partiamo per il nord, voliamo a Calama città famosa soprattutto per le  miniere di rame e con un transfer in meno di un’ora siamo a San Pedro di Atacama. Nella parte Nord del Cile ci sono le Ande e l’altitudine sale vertiginosamente, tanto che San Pedro de Atacama si trova a 2400 metri di altezza. La sua posizione è ottimale  per visitare le bellezze naturali che si trovano in zona.

San Pedro di Atacama è una città di frontiera: le sue strade polverose e i suoi cani liberi di vagare ovunque. Si trova nel pieno del deserto di Atacama: il deserto più arido della terra, la media delle precipitazioni annue è 0.08 mm, risulta 50 volte più arido della Death Valley.

Sebbene sembri incredibile, il turismo ha trasformato questo paese di frontiera. Ora le due vie principali sono un susseguirsi di agenzie che organizzano escursioni.

Cile - Atacama

San Pedro de Atacama

Nonostante sia molto turistico ha ancora il suo fascino e sembra di essere molto lontani dal resto del mondo.

Alloggiamo al B&B Masairi molto caratteristico, si tratta di casette con il tetto di paglia.

Deserto de Atacama

B&B masairi San Pedro de Atacama

Organizzare un viaggio in Cile: quali escursioni fare da San Pedro de Atacama.

Qui facciamo 3 escursioni avvalendoci di un’agenzia locale.

La prima al gayser del Tatio. Si parte la mattina alle 4.30, fa molto freddo, c’è molta escursione termica. Dopo circa 1,30 di autobus arriviamo al gayser più alto del mondo a quota 4230 m.t.. Si fa un po’ di fatica a questa altitudine ma il paesaggio è pazzesco, cielo terso e gayser che fumano.

Gayser del Tatio. Cile.

La luna? No il Gayser del Tatio.

Seconda escursione alla Valle della Luna verso sera, per il tramonto. Il paesaggio desertico di questa valle è unico. Si può arrivare qui anche utilizzando la bici, noi ci siamo pentiti di non averlo fatto. Inoltre se volete provare qualcosa di diverso alcune agenzie organizzano sandboarding sulle dune del deserto.

Deserto de Atacama

Deserto di Atacama – Valle della Luna – Tramonto

 

Deserto de Atacama

Tramonto- Valle della Luna

L’ultima escursione la facciamo alle lagune di alta quota e alla laguna Chaxa, un salar dove ci sono i fenicotteri. Questa è l’escursione che meno mi ha entusiasmata.

Sicuramente un’escursione che non abbiamo fatto ma che un appassionato di stelle non può mancare è quella all’ALMA il super telescopio presente sugli altopiani del deserto di Atacama. Il suo rivoluzionario design composto da 66 antenne ad alta precisone permette di studiare l’universo a lunghezze d’onda millimetriche e sub millimetriche con una visione 10 volte più precisa dell’Ubble Space Telescope. Tutto ciò per ribadire che le stelle non vi saranno mai sembrate così vicine così numerose e così luminose come nel Deserto di Atacama.

Questa zona del Cile si trova al confine con la Bolivia, se non foste interessati alla Patagonia, potreste proseguire da qui per il salar de Uyuni, un enorme deserto di sale e magari arrivare sino in Perù.

Come organizzare un viaggio in Cile: La Patagonia cilena

Dopo un lungo volo notturno arriviamo a Punta Arenas: la città cilena più a Sud del Paese. Il tempo è grigio, piove, tira vento, tutto molto diverso dal deserto di Atacama. Arriviamo in taxi alla stazione degli autobus e cerchiamo un autobus per Puerto Natales la città che terremo come base.

Siamo stanchi e infreddoliti, ma finalmente possiamo prendere il nostro autobus. Utilizziamo Bus-Sur che ha anche un bel sito internet nel caso dobbiate organizzare i vostri spostamenti da casa. In 3 ore solchiamo la terra patagonica e arriviamo a destinazione.

Qui alloggiamo al B&B casa de Lucy, molto semplice ma pulitissimo ed ordinato, Lucy è super gentile e vi farà sentire a casa.

Puerto Natales è un piccolo paese che essendo molto vicino al Parco Torre del Paine viene utilizzato come “campo base” dagli escursionisti che vogliono percorrere il W trail o fare escursioni al parco. Per le strade vedrete principalmente persone vestite da montagna e troverete tanti negozi di alpinismo. E’ strano che un paese sull’oceano sia caratterrizato da orde di escursionisti. Le case sono di lamiera e molto colorate.

Cile - Puerto Natales

Puerto Natales

Inoltre il piccolo paese si caratterizza per ottimi ristoranti. Una menzione speciale va al ristorante Aldea di classe e con cibo e vino ottimi. Qui ho mangiato la ceviche (piatto tipico composto da pesce e molluschi crudi marinati al limone) più buona di tutto il viaggio. Invece per un pranzo vegetariano o una merenda vi consiglio El living.

Il parco Torre del Paine

Vogliamo andare al Parco Torre del Paine per un trekking sino al Mirador Torres o Base Torre. Ci sono molte compagnie che percorrono quella tratta, tra cui Bus Sur. Partenza ore 7 arrivo 8.30 alla porta del Parco, si deve compilare un modulo e pagare 30 Euro per un biglietto che prevede l’ingresso al parco per 3 giorni. Dopo di che si prende un ulteriore pulmino che ci porta a Laguna Amarga punto di partenza del nostro trekking.

Patagonia - torre del Paine

Trekking a Base Torre

La giornata è stupenda, il che da queste parti non è affatto scontato. Mangiata un’enorme fetta di torta al cioccolato, sono pronta a partire. La comminata è di 4 ore sola andata, la stanchezza si fa sentire, ma la vista delle torri è davvero speciale e mi ripaga della fatica. Nel prossimo articolo Cesare (è lui l’esperto) vi darà maggiori informazioni su come organizzare questo trekking e il W trail. Ritornando a valle ci fermiamo a far merenda al rifugio Cileno, una birra Austral mi aiuta a reintegrare  e mi permette di ritrovare le forze.

Il giorno successivo torniamo ma questa volta per un giro più tranquillo, anche perché le mie gambe non mi permettono di più. Ci dedichiamo soprattutto all’avvistamento di animali: Guanachi e Nandù. Piccola parentesi, ho una paura tremenda dei pennuti e quindi i nandù che sono una specie di struzzo, mi terrorizzano. Anche da qui una vista pazzesca delle montagne, il cielo è sempre terso ma tira un terribile vento patagonico.

Torre del Paine

Guanachi

Escursione in Argentina – Parco de Los Glaciares

Trovandoci da queste parti del mondo decidiamo di raggiungere un altro luogo speciale per gli amanti della montagna il parco de los Glaciares in Argentina. Raggiungere El Chalten in autobus non è proprio semplicissimo, in quanto gli autobus viaggiano a giorni alterni. Prendiamo l’autobus Bus Sur da Puerto Natales a El Calafate 5 ore e 30 e da lì un secondo autobus che in un’ altra ora e mezza ci porta al minuscolo paesino di El Chalten. El Chalten si trova in una splendida posizione con vista sul monte Fiz Roy. Qui pernottiamo nell’ Hosteria infinito sur dove già eravamo stati alcuni anni fa.

Abbiamo in programma 2 escursioni una al monte Fiz Roy e una al Cerro Torre. Le escursioni hanno una durata rispettivamente 6 ore andata e ritorno il primo, impegnativo soprattutto l’ultimo tratto, e 4 ore il secondo. Se amate la natura e la montagna non resterete delusi da queste escursioni!

Fiz Roy

Cerro Torre

Cerro Torre

Anche il cibo e il vino non vi deluderà. Noi siamo simpatizzanti vegetariani quindi la carne, che è molto tipica in Argentina, non l’abbiamo provata, in compenso abbiamo mangiato tantissime empanadas. L’empanada è un piccolo calzone farcito di carne, prosciutto o verdure. A El Chalten dopo una camminata vi consiglio di ristorarvi a la Vineria, piatti, stuzzichini e una vastissima scelta di vini anche da portarvi a casa.

Nel caso non foste mai stati in Argentina dovete ritagliarvi un giorno per effettuare una gita al ghiacciaio Perito Moreno, facilmente raggiungibile da El Calafate. Vi racconterò la nostra visita al ghiacciaio nel post in cui parleremo del nostro viaggio in autobus da Buenos Aires ad Ushuaia.

Se volete organizzare un viaggio in Cile e avete ancora dubbi fatemi sapere!

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Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria
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Tra Zambia e Zimbabwe: come visitare le cascate Vittoria.

La terza parte del nostro viaggio in Africa è dedicata alla scoperta delle Cascate Vittoria e del fiume Zambesi.

Le Cascate Vittoria sono una meraviglia della natura e si trovano esattamente sul confine tra gli stati dello Zambia e dello Zimbabwe. La spettacolarità di queste cascate è dovuta all’enorme salto dell’acqua un’ altezza di 120 metri, il doppio di quelle del Niagara per intenderci e per la lunghezza di 1 km e mezzo.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Cascate Vittoria

Ma come organizzare il viaggio per visitarle?

Organizzare il viaggio a Livingstone

Prima di tutto dovete tener presente che se siete in Sudafrica e volete andare in Zambia e poi rientrare in Sudafrica dovrete fare il vaccino contro la febbre gialla.

Bisogna poi prenotare il volo: noi abbiamo preso un volo South African Airways da Cape Town a Livingston in Zambia dove abbiamo soggiornato. Il volo non è economico ma se siete da quelle parti del mondo è un peccato non spendere qualcosa per vedere lo Zambesi e le cascate Vittoria.

Abbiamo soggiornato a Livingston: una città piuttosto ricca grazie al turismo, ma già molto più africana rispetto a Cape Town. Abbiamo pernottato presso Gloria’s Bed and Breakfast che vi consiglio vivamente per varie ragioni. Innanzitutto è gestito da una Ong italiana che ha come obbiettivo quello di insegnare ai ragazzi del luogo dei mestieri: cuochi, camerieri e addirittura pizzaioli. Inoltre ha delle camere pulite, spaziose, ed un ristorante dove potrete cenare. Il personale è molto gentile, e ci hanno fornito molte utili informazioni, organizzato gli spostamenti e aiutato in tutto, insomma ci siamo trovati benissimo.

Cosa fare: Cascate Vittoria e Zambesi

Noi abbiamo dedicato 3 giorni alla visita della zona.

Appena arrivati ci facciamo portare dal nostro taxista vicino alle cascate perchè siamo molto curiosi. Per esperienza so che, per quante foto e video si guardino, nulla si avvicina alla realtà. Trovarsi di fronte a una meraviglia della natura che siano le cascate Vittoria, il Gran Canyon o il Perito Moreno è sempre molto più emozionante e sbalorditivo di come l’avevi immaginato.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Cascate Vittoria

 

cascate Vittoria

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Lungo la strada che ci porta verso le cascate un episodio  mi è rimasto impresso nella memoria: un gruppo di elefanti ci attraversa la strada. Mi è sembrato di essere in un film, o in un cartone animato, il mio cervello non si capacitava di una cosa tanto strana!

Dedichiamo il primo pomeriggio alla visita  delle cascate Vittoria dal lato dello Zambia sotto ogni prospettiva. Sembra veramente di trovarsi in un posto dove ci sia stata una frattura della crosta terrestre, tanto è impressionante la superficie piatta che poi improvvisamente crolla per formare le cascate.

Ci bagnamo anche, perché la caduta dell’acqua sul letto del fiume sottostante, provoca una nebbia formata di goccioline  vaporizzante che si innalza fino a 1.600 metri di altezza uno spettacolo nello spettacolo. Facciamo foto su foto anche ai bellissimi arcobaleni che si formano. Il sentiero è lungo e perfettamente delimitato vi permetterà una lunga passeggiata su uno degli spettacoli più incredibili   che la natura posso offrire nel mondo. Prima del tramonto il nostro taxista ci viene a  prendere e ci porta a fare un aperitivo lungo il fiume Zambesi. Un tramonto meraviglioso, colori spettacolari e un paesaggio africano che resta nel cuore.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Come organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Aperitivo Vista Zambesi

Il secondo giorno visitiamo Livingstone, gironzoliamo per i mercati compriamo artigianato locale e stoffe dai colori sgargianti. Nel pomeriggio partiamo per una mini-crociera lungo lo Zambesi, esperienza carina ma non eccezionale.

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Livingstone

Il terzo giorno facciamo il primo safari a piedi nella riserva Mosi-oa-Tunya ( ancora non siamo stati al Kruger). Il parco è piccolo ma ci vediamo molti animali tra cui un rinoceronte con i suoi piccoli e un simpatico elefante che prende a testate un albero per far cadere i suoi frutti.  Un safari a piedi ti fa sentire un giovane esploratore ed è molto emozionante. Inoltre siamo molto fortunati perchè la nostra guida era preparatissima e ci ha spiegato moltissime cose sulla flora e la fauna del luogo.

Come organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Safari a piedi

Cascate Vittoria

Elefante cerca di far cadere frutti dall’albero

Il pomeriggio lo dedichiamo nuovamente alle Cascate Vittoria, questa volta decidiamo di passare il confine per vederle da un’altra prospettiva. Il confine tra Zambia e Zimbabwe si può varcare a piedi, attraversando il ponte sullo Zambesi. Piccolo particolare per entrare in Zimbabwe si devono pagare circa 50 dollari che saranno ripagati da un magnifico vista. Meglio avere i dollari perchè non accettano altre valute. Una volta pagato e sbrigate le formalità eccoci di nuovo di fronte alla magia delle cascate. Questa volta si ha una vista d’insieme, ma si  è più distanti, a noi è piaciuta maggiormente vederle dal lato dello Zambia. Siccome è l’ultima sera che passeremo qui ritorniamo a prendere un aperitivo lungo lo Zambesi perchè il tramonto qui  è qualcosa di unico ed indimenticabile.

Tramonto sullo Zambesi

Organizzare un viaggio alle cascate Vittoria

Tramonto sullo Zambesi

I tramonti, la natura, gli animali, i cieli stellati ci fanno innamorare dell’Africa e ora scrivendo questo post mi è tornata una gran voglia di tornare!

 

 

 

Mondo

Viaggio on the road in Sudafrica: da Cape Town al Kruger.

 

Il Sudafrica con la sua natura, i colori variegati e la sua luce mi ha stregata al primo incontro.

Oggi vi racconto il nostro viaggio per le strade del Sudafrica, una terra meravigliosa non solo per il famoso parco Kruger, ma anche per la bellissima strada costiera che da Cape Town porta fino a Port Elisabeth.

La scelta è ricaduta sul Sudafrica per diverse ragioni:

  1. Non ci sono vaccini obbligatori, e andando in agosto, ossia nella stagione secca, non abbiamo fatto l’antimalarica.
  2. E’ possibile vedere i leoni ma anche le balene e i pinguini.
  3. E’ possibile fare un safari in autonomia al Kruger.
  4. Il fuso orario non cambia rispetto all’Italia, infatti si va a sud ma non ci si muove a est o ovest rispetto all’Italia.

On the road in Sudafrica: da Cape Town a Cape Agulhas

Io, Cesare e il nostro amico Mirko (che sarà l’autista ufficiale del viaggio) arriviamo a Cape Town per ferragosto. Qui il clima è certamente più fresco rispetto all’Italia ma con una maglia si sta benissimo. Ritirata la nostra Atos partiamo alla scoperta della città.

Dedichiamo una giornata alla visita di Cape Town una città dalle molte contraddizioni, in cui ancora si vede la disparità tra la classe bianca agiata e quella nera. La cosa che forse più ci ha impressionati è la presenza di muri di recinzione, filo spinato e sistemi di sicurezza piazzati un po’ ovunque. A Cape Town c’è poco di Africa, è una città piuttosto moderna, con ristoranti di ogni tipo dalle caffetterie al sushi, insomma molto occidentale.

La parte della città che mi è piaciuta maggiormente è la parte costiera: verde, rigogliosa, con dei colori incredibili e un profumo d’oceano nell’aria.

 

La costa di Cape Town

On the road in Sudafrica

Relax vista mare

Il giorno successivo vogliamo vedere la città dall’alto ossia dalla mitica Table Mountain, la montagna che sovrasta la città e che spesso è ricoperta da una coltre di nuvole. Invece siamo fortunati e troviamo una giornata di sole ….peccato che come noi tanti altri turisti abbiano avuto la medesima idea. La coda per prendere la funivia che porta in cima alla Table Mountain è piuttosto lunga. Cesare e Mirko decidono di andare a piede….io invece resto in fila. Mai decisione si è rivelata più azzeccata infatti sono stata l’unica a riuscire a raggiungere la vetta in solo 7 minuti  e godermi lo spettacolo! L’ultimo tratto poteva essere scalato soltanto con le corde…i miei compagni di viaggio sono rimasti fregati.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Vista dalla Table Mountain

on the road in Sudafrica

Natura Sudafricana

Nel pomeriggio partiamo percorriamo la strada costiera fino ad arrivare al tramonto a Capo di Buona Speranza. Sole, vento e profumo di mare, respiro a pieni polmoni e mi sento davvero felice di essere arrivata fino a qua. Purtroppo abbiamo poco tempo e non possiamo visitare come meriterebbe la riserva del Capo di Buona Speranza, sarà per la prossima volta.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Capo di Buona Speranza

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

Vedere i pinguini e le balene in SudAfrica

In effetti non ti aspetteresti di vedere i pinguini in Africa, il Sudafrica è unico proprio per la varietà di ambienti naturali e di animali.

Organizzare un viaggio on the road in Sudafrica

I Pinguini

Arriviamo a Boulders Beach e facciamo una bella passeggiata tra casette di legno, calette di sabbia bianca e mare blu. Qui avvistiamo una miriade di pinguini che si gettano in mare o che restano sulla spiaggia a prendere il sole: sono buffi e simpatici. Ma il nostro viaggio deve proseguire siamo diretti ad Hermanus per vedere le balene.

On the road in Sudafrica

Passeggiata ad Hermanus

Hermanus si trova a circa 100 km da Cape Town, è una graziosa cittadina di villeggiatura con casette in legno, bar e ristoranti. La città è conosciuta per essere una delle migliori città al mondo dove vedere le balene dalla terra ferma, ed in effetti è così. Abbiamo scelto il periodo giusto, da giugno a dicembre è il momento in cui si fanno la maggior parte degli avvistamenti. Non restiamo delusi, prima avvistiamo le balene dalla strada costiera e il giorno successivo partecipiamo ad un tour in barca per vederle ancora più da vicino, uno spettacolo sensazionale!

organizzare un viaggio in sudafrica

Cape Agulhas

Dopo la gita in barca partiamo per la tappa finale di questa prima fase del viaggio: arriviamo a Cape Agulhas ossia il punto più meridionale del continente africano. Inoltre proprio qui l’oceano Atlantico e quello indiano si incontrano. Dopo qualche foto di rito su questa spiaggia selvaggia siamo pronti per ritornare a Cape Town dove prenderemo il volo per Johannesbourg, da qui partiremo per spostarci a Nord e visitare finalmente il mitico Kruger. di cui vi ho già parlato in questo post.

La terza tappa è stata in Zimbabwe per vedere il fiume Zambesi e le cascate Vittoria ma dovrete aspettere il prossimo articolo.

Voi siete stati in Africa? Io credo che sia un continente meraviglioso, con una natura selvaggia e una luce pazzesca, spero di tornarci al più presto!

 

 

 

 

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Organizzare un trekking in Patagonia in autonomia: El Chalten e Cerro Torre

La Patagonia è il luogo ideale per gli amanti del trekking, in questo post troverete le dritte per organizzare un trekking al Cerro Torre e al Monte Fiz Roy.

La Patagonia è una regione divisa tra Cile ed Argentina, vi ho già parlato della parte Cilena ora voglio parlarvi di quella Argentina, la mia preferita. Se volete vivere una Patagonia un po’ più “wild” sicuramente la parte Argentina è quello che fa per voi, inoltre risulterà molto più economica.

Le principali attrazioni della Patagonia Argentina sono il Perito Moreno, la Terra Del Fuoco e  le spettacolari montagne sopra il paesino di El Chalten.

Le due meravigliose montagne  di granito sono conosciute dagli alpinisti di tutto il mondo: il Cerro Torre e il Cerro Chalten da tutti più comunemente conosciuto come Monte Fiz Roy.

Trekking in Patagonia

La giornata magnifica fa vedere con estrema nitidezza il fungo sommitale di neve della cima del Torre

Trekking in Patagonia

Il monte Fiz Roy visto dal paesino di El Chalten

Ci sono molti libri sull’argomento, se siete amanti della montagna ve ne consiglio un paio. Il primo ‘Grido di pietra, Cerro Torre, la montagna impossibile’ di Messner racconta la prima controversa scalata di Cesare Maestri, Cesarino Fava e Toni Egger che morì nell’impresa. Il secondo di David Lama,  Free Il Cerro Torre ed io.

Cerro Chalten è il nome originario dato dai primi indigeni che vissero in Patagonia, la traduzione significa la montagna che fuma. I pinnacoli di nuvole che  ininterrottamente si elevano dalla cima fecero pensare agli antichi abitanti che si trattasse di un vulcano.

El Chalten è un paese giovane, sorto nel 1985 come un paese di frontiera, patria solo di alpinisti e scalatori. Grazie al turismo si è ingrandito ed ora può considerarsi una perfetta base di partenza per chiunque voglia dedicarsi al trekking o alle scalate. Non ha però perso quel fascino di paese un po’ hippy al confine del mondo.

Noi ci siamo stati ben 2 volte e credo che ci torneremo ancora. Siamo arrivati fino qua in autobus partendo da Buenos Aires, un’esperienza indimenticabile.

Il paese si trova ad un paio d’ore da El Calafate paese che fa base per le escursioni al Perito Moreno.

Trekking a El Chaltén

El Chalten

Trekking a El Chalten

El Chalten

Organizzare un trekking al Cerro Torre.

Da El Chalten si possono fare tantissimi trekking nel bellissimo e gratuito parco nazionale de Los Glaciares. I due più spettacolari sono quello a Laguna Torre con splendida vista sul Cerro Torre,  e quello a Laguna De Los Tres con vista sul monte Fiz Roy.

Il trekking a Laguna Torre pur essendo abbastanza lungo, circa 18 km risulta agevole e con poco dislivello. La prima parte  ha un leggero dislivello ed una quasi totale assenza di piante di alto fusto. Segue un tratto di sali e scendi fino ad arrivare al Mirador  del Cerro Torre dove godrete la vista sulla montagna. Poi vi inoltrerete in una parte più boscosa sempre ben segnata fino all’arrivo all’agoniata Laguna Torre, vista magnifica sulla montagna.  Eventualmente, per chi volesse proseguire, nei pressi vi è il il campo base De Agostini dove si può pernottare.

Allego la traccia Gps di Strava.

https://www.strava.com/activities/1425295732

 

Laguna Torre.

Organizzare il trekking al Fiz Roy

Per questo trekking conviene partire dall’ Hosterìa El Pilar. Per raggiungerla gli hotel organizzano un servizio di transfer fino all’hosteria, in questo modo potrete effettuare un percorso ad anello.

Questo trekking è più impegnativo del precedente con maggior dislivello. In particolare l’ultima parte risulta più dura ma la vista vi ripagherà delle fatiche.

Organizzare un trekking al Fiz Roy in autonomia

Inizio del percorso!

La prima parte del percorso passa interamente in una zona boscosa, in alcuni punti c’è una  magnifica vista sui ghiacciai e morene.

Organizzare un trekking al Fiz Roy in autonomia

Fiz Roy

Segue  una parte pianeggiante da cui potrete ammirare la montagna in tutta la sua bellezza.

Infine preparatevi per la parte più faticosa: la ripida salita finale! L’ideale, soprattutto per questo tratto finale sarebbero le racchette da trekking, che però noi non avevamo.

Arrivati in cima però lo spettacolo è magnifico, avrete di fronte a voi il Fiz Roy! Mangiatevi un panino con vista sarà uno dei migliori pranzi della vostra vita.

Organizzare un trekking al Fiz Roy

Fiz Roy

Organizzare un trekking al Fiz Roy in autonomia

Laguna De Los Tres

Da qui, se avete la forza( ma dovrete trovarla per lo spettacolo), scendete verso la laguna e risalite a sinistra. Vi troverete a godere della vista delle acque azzurro cobalto della Laguna De Los Tres sovrastata dal Ghiacciaio.

Trekking in Patagonia

Vista sul monte Fiz Roy

Al ritorno seguite le indicazioni per Laguna Capri e scendete poi verso El Chalten, dove potrete andare a bervi una birra insieme agli altri escursionisti.

Organizzare un trekking al Fiz Roy in autonomia

Vista del Fiz Roy da Laguna Capri

Una curiosità i ghiacciai della Patagonia sono gli unici che si stanno ingrandendo a differenza di ciò che sta accadendo nel resto del pianeta.

Ecco la traccia di Strava.

https://www.strava.com/activities/1425488587

Se pensate di fare le cose più con calma potete fermarvi una notte al Campamento Poincenot oppure al Campamento Laguna Capri entrambi sono gratuiti, prevedete di portarvi l’intera attrezzatura per il campeggio e le vettovaglie necessarie.( il paese più vicino rimane sempre El Chalten)

Se non siete grandi camminatori vi consiglio un giorno di riposo oppure un trekking più breve da intervallare tra la salita alla Laguna Torre prima della salita alla Laguna De Los tres. Se invece siete molto allenati ma veramente molto potreste  farli  entrambi in giornata.

Noi tra la salita a Laguna Torre e quella a laguna De Los Tres abbiamo fatto un piccolo trekking sempre partendo da El Chalten  al Mirador Los Condores y Las Aguilas con vista sia sul Torre che sul Cerro Chalten e la splendida vista anche sul lago Viedma.

Il meteo in Patagonia può cambiare molto velocemente, alcuni escursionisti non sono mai riusciti a vedere la punta del Fiz Roy in quanto sempre coperto da nubi. Noi abbiamo visitato la zona tra novembre e dicembre e siamo stati davvero fortunati trovano giornate splendide.

Dove dormire e mangiare a El Chalten

Noi abbiamo alloggiato entrambe le volte l’Hosteria Infinito Sur: hotel magnifico, personale gentilissimo, prezzo medio. L’hotel è moderno in stile di montagna, nella sala delle colazioni c’è una finestra enorme con una vista pazzesca sul monte Fiz Roy.

Per quanto riguarda il cibo, sebbene el Chalten sia un paese minuscolo si può mangiare e bere molto bene, in particolare posso consigliarvi 2 locali.

La Vineria: come dice il nome stesso è una vineria, si può passare qui per un aperitivo o per cena e si possono provare gli ottimi vini argentini o le birre artigianali. Qui troverete tanti escursionisti che si rifocillano dopo le fatiche della giornata. A noi è piaciuto moltissimo: personale gentilissimo grande fornitura di vini. Questo è il posto giusto per acquistare qualche bottiglia di vino argentino da portarsi a casa.

L’altro locale è l’ Estepa un buon ristorante con buona fornitura di vini.

 

E voi siete mai stati in Patagonia? vi piacerebbe?

 

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Come organizzare un viaggio in autobus in Argentina

Oggi vi parlo di un viaggio epico che ci ha portati a scoprire una terra meravigliosa l’Argentina.

L’Argentina è un paese molto vasto, ha una lunghezza che è pari a quasi 4 volte l’Italia.La natura è selvaggia e gli ampi spazi fanno respirare una piena libertà. Quando ho iniziato a pensare a questo viaggio nella Parltagonia Argentina sapevo di doverlo fare in modo lento per assaporare ogni momento. Proprio da queste riflessioni è nata la decisione di scegliere l’autobus per percorrere  i 2500 km che da Buenos Aires ci hanno portato ad El Chalten nel cuore della Patagonia argentina. Devo essere sincera l’ultimo tratto per arrivare ad Ushuaia l’abbiamo percorso in aereo.

In Argentina ci si sposta molto utilizzando gli autobus, c’è una fitta rete di compagnie e tantissime soluzioni per raggiungere anche le terre più estreme.

Le tappe del viaggio

Buenos Aires – Puerto Madryn. La prima tappa del nostro viaggio è la penisola di Valdes. La zona è splendida dal punto di vista naturale qui si possono avvistare molti animali: balene, orche,pinguini e leoni marini. 20 ore di autobus per giungere. Siamo partiti intorno alle 17 da Buenos Aires, abbiamo potuto dormire durante la notte.. i sedili sono molto confortevoli e diventano letti. Inoltre c’è la televisione e nel prezzo sono compresi pranzo, cena e snack.

La Penisola di Valdes è stata dichiarata patrimonio Unesco nel 1999, è selvaggia e meravigliosa. Qui si possono avvistare le balene semplicemente passeggiando sulla spiaggia. Poco popolata, spazzata dal vento, ricca di animali è stato per noi un vero paradiso.

Come organizzare un viaggio in Argentina

Penisola di Valdes

Puerto Madryn – El Calafate. La seconda tratta è la più lunga 22 ore. Qui Cesare ha iniziato a dare segni di cedimento e credo mi abbia un po’ odiata per questa balzana idea di muoverci in autobus. Per me, nonostante le lunghe ore di viaggio, vedere queste lande desolate, terre infinite scarsamente popolate è stata un’esperienza quasi mistica. Inoltre abbiamo conosciuto altri viaggiatori che come noi avevano intrapreso questa esperienza. El Calafate è il paese da cui si parte per vedere il Perito Moreno il ghiacciaio che con i suoi 30km di larghezza e 60 mt di altezza è un vero spettacolo della natura.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Ghiacciaio Perito Moreno

El Calafate – El Chalten bè la terza tratta è davvero un gioco da ragazzi in 2 ore e 30 per arrivare ad El Chalten piccolissimo paese con una vista spettacolare sul monte Fiz Roy. Patria degli escursionisti che da qui partono per bellissimi trekking al parco de Los Glaciares.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

El Chalten

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Cerro Torre

Infine torniamo a El Calafate e da qui con un volo di un paio d’ore arriviamo alla fine del mondo, Ushuaia in piena tierra del Fuego. La sensazione di essere arrivati fin qui è difficile da descrivere ma rimane impressa nella memoria. Si è in una vera e propria città di confine, il confine del mondo…più a Sud vi è solo l’Artico. Qui si può navigare sul canale di Beagle.

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Tierra del fuego

come organizzare un viaggio in Argentina in autobus

Come organizzare un viaggio in autobus in Argentina

Vi racconterò più dettagliatamente le varie tappe di questo meraviglioso viaggio nella natura, ma se vi avessi già convinti sin d’ora a fare questa esperienza ecco alcune dritte.

Qualcuno penserà che avevamo a disposizione molto tempo per permetterci un viaggio così lungo in autobus, in realtà l’abbiamo fatto in 18 giorni. Quindi il tempo come sempre è una scusa che troviamo per non fare le cose.

Intanto sappiate che viaggiare in autobus è comodo: prendendo il posto “cama” ossia letto avrete a disposizione un ampio sedile che diventa letto, sicuramente dormirete meglio che in aereo.

Il sito che ho utilizzato per capire orari e quali compagnie effettuavano le tratte di nostro interesse è stato Plataforma 10. E’ possibile acquistare i biglietti direttamente sul sito oppure andare sul sito della compagnia di vostro interesse. Noi abbiamo utilizzato la compagnia Andes Mar e Bus Sur e ci siamo trovati bene. I biglietti vengono inviati tramite mail. Ovviamente anche a livello economico l’autobus è più’ conveniente rispetto al volo aereo.

E voi avete mai fatto un viaggio simile? Vi piacerebbe o credete sia stata una follia? Se lo state organizzando e volete maggiori informazioni non esitate a contattarmi!

 

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Come organizzare un safari al Kruger

Fare un safari era tra i miei sogni nel cassetto, sogno che si è realizzato durante il nostro viaggio in Sud Africa. La scelta è ricaduta sul più famoso tra i parchi: il Kruger, in quanto è possibile effettuare il safari in autonomia con la propria automobile. Il parco Kruger è la più grande riserva naturale del Sud Africa, grande quanto lo stato di Israele, posta nella zone nordorientale del paese.

Quando andare

Il periodo migliore per organizzare il safari va da giugno a settembre che corrisponde al periodo invernale e secco. La natura è meno rigogliosa e per questo gli animali sono più facili da avvistare  perché si muovono alla ricerca dell’acqua.  Secondo me i giorni giusti da dedicare alla visita del parco sono 5,  in questo modo si ha tutto il tempo di esplorare la natura ma senza annoiarsi. Nota molto importante: il fuso orario non cambia…quindi nessun problema di jet lag!

Safari al Kruger

Paesaggio Kruger

Dove dormire

All’interno del parco ci sono campeggi e bungalow semplici ma graziosi, con bagno e a volte angolo cottura. Le sistemazioni all’interno del parco non sono moltissime quindi è meglio pianificare con anticipo e prenotare appena possibile. Tutte le prenotazioni relative al pernottamento all’interno del parco possono essere effettuate online sul sito ufficiale. Una volta effettuata la prenotazione vi verranno fornite le informazioni circa gli orari entro i quali dovrete arrivare al campeggio o bungalow, bisogna arrivare prima che faccia buio. Sul sito sopra indicato troverete moltissime informazioni utili per organizzare il vostro soggiorno: orari, distanze e tempi di percorrenza da una struttura e l’altra, presenza di ristoranti, possibilità di organizzare attività con i Rangers.

Safari al Kruger

Bungalow all’interno del Kruger

Informazioni utili

Le strade sono in buone condizioni, non è necessario avere un fuoristrada. Unica difficoltà che si può avere è la guida a sinistra.

Il prezzo d’ingresso al parco è di 30 Euro al giorno per gli adulti e 15 Euro per i bambini.

Piccola nota relativa alle vaccinazioni, non ve ne sono di obbligatorie per il Sud Africa e visto il periodo secco noi abbiamo deciso di non fare l’antimalarica, è andato tutto bene.

Organizzare un Safari al Kruger

Tramonto al Kruger.

Gli indispensabili da mettere in valigia: un cappello, occhiali da sole e crema solare perchè il sole è caldo, un binocolo per gli avvistamenti e una maglia pesante perchè la mattina e la sera la temperatura scende parecchio.

safari al Kruger

In versione esploratrice.

Il nostro safari

Partiamo con la nostra auto presa a noleggio all’aereoporto di Johannesburg di buon mattino, dopo 4 ore di viaggio arriviamo al gate di ingresso sud. Qui iniziamo la nostra avventura dopo aver percorso ovviamente molto lentamente alcuni chilometri avvistiamo gazzelle, elefanti e giraffe. Che spettacolo unico e meraviglioso vedere questi animali nel loro ambiente naturale. Sembra di essere in un film, una sensazione irreale.

Safari al Kruger

Zebre

Safari al Kruger

Elefante con cucciolo

safari Kruger

Safari al Kruger

Rimasti a bocca aperte per questi primi avvistamenti ci dirigiamo verso il camp site dove pernotteremo le prime due notti lo Skukuza. Da qui abbiamo intenzione di esplorare la parte sud del parco. Mangiamo cena nel ristorante e scopriamo che c’è una mappa del parco in cui i rangers e i viaggiatori vanno ad indicare gli avvistamenti dei diversi animali.

Il mattino successivo appena usciti vediamo un numero considerevole di auto ferme, ci avviciniamo e a lato strada ci sono un leone e una leonessa comodamente distesi nell’erba.

Come organizzare un safari al Kruger.

Leoni al Kruger

Proseguiamo nel nostro itinerario e grazie all’aiuto di alcuni sudafricani riusciamo a vedere altri leoni, zebre, gazzelle, elefanti, paesaggio magnifico e animali bellissimi. Ora però iniziamo ad essere più esigenti, vogliamo vedere gli animali che ancora ci mancano ossia il rinoceronte e il leopardo.

safari al Kruger

Giraffa al Kruger

Ci spostiamo verso nord al camp site Satara. Qui prenotiamo un safari a piedi con i ranger all’alba. Siamo in 6, partiamo con i rangers armati e ci inoltriamo silenziosamente nella savana, io un po’ di paura ce l’ho! Iniziamo con il vedere un gruppo di elefanti e poi eccoli che appaiono 2 rinoceronti! Un safari a piedi fa vivere ancora meglio l’emozione della vita selvaggia.

safari al Kruger

Rinoceronte in attraversamento

Dopodiché ci dirigiamo verso Nord diretti al Camp side Olifant, posto in alto, ha una splendida vista sul fiume. Qui decidiamo di fare una gita con i ranger in notturna nella speranza di avvistare qualche felino….continuiamo a non aver visto leopardi. Questa volta riusciamo a vedere un rinoceronte e delle iene ma di leopardi neppure l’ombra.

L’ultimo giorno lo dedichiamo unicamente alla ricerca del leopardo o ghepardo, ma per nostra sfortuna latitano. Restiamo così a quota 4 su 5 big five ossia abbiamo visto: elefanti, bufali, rinoceronti e leoni, abbiamo però un ottima scusa per organizzarne un altro!

Consiglio a tutti di fare un safari una volta nella vita: vi lascerà un’emozione e dei ricordi magnifici. Molto consigliato anche per i bambini che sono certa resteranno estasiati.

 

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Cascate
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Le cascate più belle del mondo: quali scegliere.

Le cascate sono tra le meraviglie che la natura ci offre. Durante i nostri viaggi abbiamo potuto vederne 4 tra le  più famose e più spettacolari al mondo: Iguazu’, Vittoria, Yosemite e Niagara. Se state organizzando un viaggio in Brasile, Argentina, Africa o California, perché non aggiungere una tappa in uno di questi paradisi naturali?

Iguazù

Le cascate di Iguazu’ si trovano in Sud America, al confine tra Argentina e Brasile. Per quanto ci riguarda stanno sul gradino più alto del podio, sono immense, spettacolari, si trovano in un parco naturale dalla natura rigogliosa. Abbiamo visitato il parco di Iguazù in Agosto durante un viaggio che ci ha portati a Buenos Aires, Iguazù e poi sulle Ande. Per avere una visuale completato delle cascate dovete calcolare almeno 2 giorni, un giorno per vederle dal lato brasiliano per avere una visione d’insieme e un giorno dal lato argentino per viverle. A mio parere il lato argentino è il più spettacolare perchè si è più vicini si sente tutta la forza della natura.

Cascate

Cascate di Iguazú

Cascate di Iguazú

Iguazú

Vittoria

Le cascate Vittoria si trovano in Africa, al confine tra Zambia e Zimbawe. Durante il nostro viaggio in Sud Africa abbiamo deciso di aggiungere questa tappa la visita alle cascate e al fiume Zambesi. In questo caso si presentano come una lunga spaccatura terreste, sembra appunto che la terra si sia spezzata e da lì il fiume Zambesi si getti al centro della terra. Noi abbiamo soggiornato a Livingston in Zambia e abbiamo attraversato a piedi il confine per vederle anche dal lato dello Zimbawe. Ci sono piaciute molto perchè sono un vero spettacolo della natura inoltre abbiamo amato i tramonti sullo Zambesi indimenticabili. Potete pensare di fare una tappa qui se state organizzando un viaggio in Africa, la posizione vicina a Namibia e Botswana potrebbe essere aggiunta dopo un bel safari.

Cascate più belle del mondo

Cascate Vittoria

Cascate Vittoria

Cascate Vittoria

Zambesi

Tramonto sullo Zambesi

Yosemite

Lo Yosemite è un parco naturale che si trova in California, una mecca per gli amanti dell’arrampicata e del trekking. Qui si trovano anche le famose cascate che a differenza delle precedenti non sono così imponenti ma molto alte. Se siete amanti della natura e delle camminate dovete fare tappa qui. Noi abbiamo effettuato il trekking che ci ha portato fino in cima dove il fiume si getta e forma la magnifica cascata.

Yosemite cascate

Cascate allo Yosemite park.

Cascate

Yosemite cascate

Niagara

Le cascate del Niagara sono le più famose, si trovano al confine tra Stati Uniti e Canada. Sinceramente le metto all’ultimo posto della classifica perchè mentre le altre di cui vi ho parlato si trovano in contesti naturali spettacolari queste sono principalmente un’attrazione per turisti. La città nata con il solo scopo di accogliere i turisti è un vero scempio, una piccola Las Vegas. Le cascate sono imponenti ma assolutamente non ci hanno impressionata come le altre.

Cascate del Niagara

Cascate del Niagara

E voi siete stati in qualcuno di questi posti? Quali vi sono piaciute?

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Patagonia - Torre del Paine
Trekking

Cile: come organizzare un trekking a Torre del Paine

Tutti gli amanti della natura incontaminata e del trekking dovrebbero visitare la Patagonia almeno una volta nella vita.  I parchi da non perdere sono il parco Torre del Paine in Cile e il parco de Los Glaciares in Argentina. Qui vi forniamo le informazioni utili per organizzare un trekking, con guida o fai da te, nel parco Torre del Paine.
Posso senza dubbio dire che in nessun ambiente mi sono sentito così a “casa” , una sensazione difficile da descrivere: la bellezza del paesaggio, la tranquillità di questa natura così meravigliosa sovrastata da quelle enormi guglie di granito la rendono un posto a dir poco unico al mondo,un paradiso.
Cile

Guanaco al Parco Torre del Paine

Il Parco Torre del Paine

La principale meta della Patagonia Cilena è senza dubbio il Parco Torre del Paine. Le tre vette di granito che troneggiano verticali fino ad oltre 2.000 metri sono il simbolo del Parco, uno dei più belli del Sud America e forse del mondo. Dichiarato Riserva della Biosfera dall’Unesco nel 1978, il parco Torre del Paine ospita tantissime specie di animali dal condor Andino al nandù al guanaco.
Parco Torre del Paine

Parco Torre del Paine.

Generalmente il punto di partenza per andare al Parco Nazionale Torres del Paine è la piccola cittadina di Puerto Natales che si trova a 112 km a sud. Ci sono pullman e bus che tutti i giorni garantiscono un servizio di transfer fino al Parco. I biglietti possono essere acquistati direttamente agli sportelli delle varie compagnie all’interno del terminal dei bus. I bus partono ogni giorno dalla stazione dei bus alle 7,30 o alle 14,30 e impiegano circa 2 ore e mezza per arrivare fino all’entrata principale del parco (Laguna Amarga).
All’arrivo sarete accolti dalle guardie del parco, solo dopo aver pagato e aver visto un video sui comportamenti da tenere potrete cominciare la vostra avventura.Le regole sono molto severe, quindi escludete a priori di infrangerle.
Il costo di ingresso è di circa 30 euro. Il Parco è enorme 1819 kmq  ed è dotato di molte strutture interne, Refugios, che hanno prezzi piuttosto elevati in alta stagione.

Trekking a Base Torre

Durante il nostro viaggio in Cile abbiamo optato per l’escursione più spettacolare fino a Base Torre, giornata stupenda camminata non troppo impegnativa fino all’ultimo tratto che sale molto più rapidamente ed è totalmente roccioso.

Patagonia - Torre del Paine

Momenti del trekking.

Patagonia

Arrivati in vetta.

Si parte da Laguna Amarga, e si inizia a camminare. Tutto il percorso ha una vista spettacolare sulle splendide torri di granito, inizialmente vi sembreranno lontane ma arrivati in cima avrete una visione magnifica e ravvicinata. Il tratto finale è un po’ più duro, vi consiglio di portare le racchette perché è una pietraia. Questo trekking è lungo 20 km andata e ritorno, noi abbiamo impiegato 3 ore e 15 a salire, quindi eravamo in vetta alle 13. Un pranzo al sacco tra i più belli della vita, un panino con vista che abbiamo gustato con gioia. Restiamo a rimirare questa meraviglia  e facciamo un buon numero di fotografie, poi ripartiamo per il ritorno. Tappa per una merenda al campamento chileno e giù a Laguna Amarga ad aspettare il bus. Tempo totale di camminata 6ore e 15, giornata indimenticabile.

Torre del Paine

Birra al Rifugio Cileno

Qui trovate il link del nostro trekking.

Pernottare a Torre del Paine

Per chi ha più tempo è possibile pernottare nel parco. I refugios sono gestiti da due agenzie: Fantastico Sur (per i rifugi Los Cuernos, El Chileno, Torres, El Frances, Seron) e Vertice Patagonia (Paine Grande, Grey). I più grandi offrono servizi come l’elettricità, il servizio bar e il wi-fi .Un letto in dormitorio condiviso (colazione esclusa) può costare dai 30 agli 80 euro a testa ma anche di più.
Ci sono ovviamente i camping, anche questi hanno prezzi diciamo non economici, calcolate un minimo 30 euro a persona e aggiungete almeno altri 30 se volete anche mangiare.(Campamento Torres -Campamento Paso-Campamento Las Carretas-Campamento Italiano). Qui trovate la lista degli alloggi all’interno del parco.
Patagonia - Torre del Paine

Trekking Torre del Paine

Il W trail

La maggior parte degli escursionisti, tantissimi americani, visitano il Parco Torre del Paine per percorrere il famoso W Trail.
Il percorso è  impegnativo ma non proibitivo, ovviamente una certa preparazione fisica può aiutare, contate di dover camminare in media 8 ore al giorno. Prevedete di portarvi un abbigliamento adeguato, oltre al famoso vento Patagonico il clima può cambiare rapidamente. Consiglio di affittare l’attrezzatura da campeggio a Puerto Natales dove ci sono molti negozi specializzati.
Potrete affrontare il W trail facendovi accompagnare da un’agenzia, le 2 più famose:Vertice PatagoniaFantastico Sur. Oppure, se siete minimamente esperti e volete risparmiare, potete organizzarvi l’escursione in autonomia, prenotando solo ai campeggi con largo anticipo. Il paesaggio del parco vi ripagherà di ogni cosa, difficilmente potreste  immaginare un ambiente naturale migliore al mondo.
Il Trekking W in 5 giorni
1: Da Puerto Natales al Rifugio Grey (11 km)
Partite da Puerto Natales alla mattina presto e una volta entrati nel Parco continuate con il bus fino a Pudeto da dove parte il catamarano che porta al Paine Grande.
2: ghiacciaio Grey – Paine Grande (11 km)
3: Valle del Frances – Los Cuernos (28 km) il giorno più duro.
4: Los Cuernos – Campamento Torres (20 km) bellissimo percorso che fiancheggia il Lago Nordernskjöld.
5: Torres del Paine – Laguna Amarga (23 km) Vista magnifica sulle torri del Paine.
 Che ne dite? Avete voglia di iniziare l’avventura?
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